Terzigno: il menu dei grani antichi nell’accademia di Aniello Falanga

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La continua ricerca del particolare di Aniello Falanga è ormai cosa nota. Pizzaiolo dell’Alleanza Slow Food, dal suo locale “Haccademia” in via Panoramica, a Terzigno, si è reso protagonista di un nuovo progetto. E si è imbattuto sulla via dei grani antichi del beneventano. Il progetto è stato presentato ufficialmente giovedì scorso, in una serata in cui ancora una volta sono state ribadite le enormi potenzialità della Campania.

Aniello è un ricercatore di prodotti enogastronomici autentici e realizzati secondo principi di sostenibilità ambientale. In questa continua ricerca si è così imbattuto in aziende che rappresentano veri e propri gingilli.

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Ha conosciuto: Gasperino Mirra,il mugnaio di San Nicola Manfredi che coltiva insieme alla propria famiglia i grani tradizionali del luogo, in particolare la romanella che in casa Mirra è presente da diverse generazioni;

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i birrifici Borrillo e Maestri del Sannio che, per le loro birre, utilizzano cereali e grani locali. Tra questi la favolosa birra Romanella dei Maestri del Sannio che racconta i profumi e i sapori di questo grano autoctono.

Della virtuosa rete di produttori creata da Aniello fa parte anche l’azienda agricola Antonio Troncone che nella Val Fortore, a Castelfranco in Miscano, alleva mucche e pecore di razza italiana, portate al pascolo nei campi circondanti l’azienda posta a 650 metri di altitudine. Anche i formaggi a latte crudo sono stati degustati. Altra testimonianza interessante quella dell’azienda agricola “La Refusa” specializzata in cereali e legumi tradizionali del Fortore.

L’altra sera Aniello Falanga ha reso a tutti un saggio della sua maestria nella preparazione di impasti in cui si privilegiano solo grani antichi.

Ad avviare la degustazione: la margherita con antichi pomodori di Napoli, mozzarella di bufala campana Dop, olio evo del Vesuvio Frantoio Oplonti in abbinamento alla birra artigianale Hoka Hey, India Pale Ale del birrificio Cantaloop.

Gustosa la contadina con friarielli di Volla, salsiccia, fior di latte di Tramonti, olio ortice di Luigi Cutillo con birra artigianale Romanella dei Maestri del Sannio.

E ancora la Luisella con scarola, olive itrane, capperi di Salina, alici di Cetara, fior di latte di Tramonti, olio evo Oplonti con la birra artigianale Molinara, Golden Ale di Borrillo;

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la Violetta con carciofi di Schito arrostiti, pancetta croccante, fior di latte di Tramonti e olio evo di Oplonti in abbinamento alla birra artigianale Fortore Stout di Borrillo.

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Per concludere “La Fritta”, montanara fritta e poi al forno con antichi pomodori di Napoli e caciocavallo nobile

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dell’azienda agricola Antonio Troncone di Castelfranco in Miscano.

Infine, Aniello Falanga ha ribadito il suo impegno per la promozione di un cibo sano, pulito e giusto.

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