Cilento benvenuto a Pompei

Cilento benvenuto a Pompei.
Da un’idea dell’archeo-chef Gian Marco Carli, in collaborazione con l’azienda agricola Tenuta Cobellis, venerdì 15 luglio 2016, alle ore 20:30, il Cilento incontra Pompei in una conviviale di degustazione di prodotti tipici.
Ristorante Il Principe, Piazza Bartolo Longo, 8, Pompei (Na). Per prenotazioni, 081 850 55 66.
Costo della serata, 28 euro.
Durante la serata si presenta il volume Le Ricette del Cilento di Luciano Pignataro, Edizioni dell’Ippogrifo.
Partecipano
Toni Isabella, food photographer Mariangela De Filippo, giornalista.
Partners e collaborazioni.
Donatella Marino, alici di menaica.
Azienda agrituristica Corbella.
Francesco Antonio Cavalieri, azienda agricola.
Azienda Agricola Nicola Tancredi, Controne.
Tenuta Chirico, azienda agricola zootecnica.
Impronta Cilento.

A Napoli la prima Assemblea regionale dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata

Alleanza Slow Food dei Cuochi

Mercoledì 30 Marzo alle ore 16,00 a Napoli presso la sede di Eccellenze Campane (via Brin, 69) è convocata la prima Assemblea regionale dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e dei Pizzaioli della Campania e della Basilicata. L’appuntamento, che vedrà anche la partecipazione di alcuni produttori dei Presìdi Slow Food di Campania e Basilicata, sarà coordinato da Rita Abagnale, responsabile regionale del progetto.
L’incontro si svolge in vista della II Assemblea Nazionale del Progetto Alleanza che si terrà lunedì 4 Aprile a Scandicci (Fi) presso il Castello dell’Acciaiolo.
«Obiettivo di questa prima Assemblea regionale – spiega Rita Abagnale – è rinsaldare i rapporti tra i cuochi e i pizzaioli dell’Alleanza presenti in Campania e Basilicata e, nel contempo, analizzare le criticità del progetto per superarle e migliorare così il lavoro della rete dei ristoratori e dei pizzaioli “alleati” di Slow Food».
L’Alleanza Slow Food coinvolge 527 cuochi in Albania, Italia, Olanda, Marocco e Messico, di cui421 solo in Italia e ben 47 in Campania (37 Ristoranti e 10 Pizzerie). I cuochi aderenti al progetto sostengono i piccoli produttori custodi della biodiversità, impiegando ogni giorno nelle loro cucine i prodotti dei Presìdi, dell’Arca del Gusto e gli ortaggi, i frutti, i formaggi, prodotti localmente. I cuochi si impegnano a indicare nei menù i nomi dei produttori dai quali si riforniscono, per dare rilievo e visibilità al loro lavoro.
In occasione dell’Assemblea regionale, due Cuochi e due Pizzaioli dell’Alleanza Slow Food affiancheranno due cuochi e il pizzaiolo di Eccellenze Campane. Eduardo Estatico del “J.K Palace” di Capri (Na), che collaborerà a pranzo con lo chef residente Antonio Tubelli de “L’arte della friggitoria”, preparerà preparerà un crocchè di genovese di vitello, cipolla ramata di Montoro, provolone del monaco stagionato 18 mesi e polvere di cannella. Sempre a pranzo il pizzaiolo Luigi Cippitelli della Pizzeria “Voglia di Pizza” di San Giuseppe Vesuviano (Na) ospite del Maestro Pizzaiolo Guglielmo Vuolo preparerà la sua pizza “A Tutto Slow” con fiordilatte dei Monti Lattari, carciofo violetto di Castellammare, papaccella napoletana, pomodorino del piennolo del Vesuvio, oliva salella ammaccata del Cilento, provolone del monaco Dop e olio extravergine di oliva.
Per cena il cuoco Daniele Luongo della “Locanda della Luna” di San Giorgio del Sannio (Bn) sarà ospite di Giovanni Iodice dell’Osteria “Vico Sorbo di Fenesta Verde” e preparerà una Legumatadel Fortore con bocconcini di pancotto e salsiccia rossa di Castelpoto. Inoltre il Pizzaiolo Paolo De Simone della Pizzeria “Da Zero – Pizza e Territorio” di Vallo della Lucania (Sa), ospite del Maestro Pizzaiolo Guglielmo Vuolo preparerà tre tipologie di Pizza: la “Cilentana” con pomodoro Pizzutello di Battipaglia, Cacioricotta di Capra del Cilento, olio extravergine di oliva cilentano e basilico; “Tonno e Ammaccate” con fiordilatte di Agerola, tonno Aura di Palinuro, oliva salella ammaccata del Cilento, cipolla di Vatolla, olio extravergine di oliva cilentano e basilico; “Primavera Cilentana” con mozzarella nella mortella, fiori di Zucca, alici di Menaica, pomodoro datterino giallo di Battipaglia, olio extravergine di oliva cilentano e basilico.
I piatti sono messi in degustazione ad un prezzo Slow. Per informazioni mob. 331 4553264

Scenari pagani: “Tarallucci e vino” per Leo Bassi al Teatro Sant’Alfonso

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BOB Best of Bassi”: questo lo spettacolo in cartellone per la terza serata di “Scenari pagani” sabato 27 febbraio 2016 alle ore 21,00. Solo per questa serata, la rassegna organizzata da Casa Babylon Teatro, con la direzione artistica di Nicolantonio Napoli, trasloca al Teatro Sant’Alfonso di Pagani (SA). 

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Cambia la location ma non cambia la formula dell’abbinamento alla promozione dei presidi del gusto campano. Nel foyer del massimo cittadino andrà di scena il consueto prologo enogastronomico , con l’AperiSpettacolo “Tarallucci e Vino” organizzato in collaborazione con “Ritratti di Territorio” guidato dalla giornalista Nunzia Gargano. Il percorso di scoperta delle eccellenze del panorama enogastronomico campano cala pezzi da 90 per accompagnare la serata di caratura internazionale della rassegna: Pepe Maestro Dolciere di Sant’Egidio del Monte Albino (SA) con il meglio della sua produzione artigianale; i sapori della cucina tradizionale dell’Agro Nocerino Sarnese irrompono con l’Osteria la Pignata di Bracigliano, mentre si segnala come new entry Alma De Lux  di San Giorgio a Cremano (NA), con i liquori della maestra liquoraia   Luisa Matarese. Tornano i vini dell’azienda Santacosta di Torrecuso (BN) abbinati ai tarallucci del centenario panificio Malafronte di Gragnano (NA); il “panettiello” del rinomato panificio Cascone di Lettere(NA). 

“BOB Best Of Bassi”, che conferma anche per la diciannovesima edizione della rassegna “Scenari pagani” la scelta di dedicare una serata ad un grande artista del mondo circense, è un viaggio dirompente ed irriverente attraverso momenti salienti della sua carriera, riproponendo i pezzi più celebri del suo repertorio artistico e regalando le sue ultime invenzioni. Un’occasione unica per scoprire e riscoprire uno dei più grandi maestri dello spettacolo dal vivo della nostra epoca.  

 

Il 4 gennaio a Villa Lucrezio di Napoli “Quando mangio mi sento un Re”, diciannove chef insieme ai fornelli per Mani Tese

Schermata 2015-12-28 alle 09.54.43Diciannove chef campani insieme ai fornelli di Villa Lucrezio a Posillipo lunedì 4 gennaio alle ore 20,00 per una cena di beneficenza in favore di Mani Tese, organizzazione non governativa che da oltre 50 anni combatte la fame e gli squilibri esistenti tra Nord e Sud del mondo. Il ricavato della serata andrà a sostenere l’iniziativa “Quando mangio mi sento un Re” che ha come obiettivo l’aumento della produzione agricola e la ricostruzione della filiera agroalimentare in Benin e Sud Sudan, paesi africani tra i più poveri al mondo.
Gli ospiti della bella struttura napoletana potranno assaggiare le preparazioni di alcuni dei più rinomati chef della Campania realizzati con i prodotti di eccellenza messi a disposizione da tante aziende leader del settore agroalimentare e vinicolo che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.

I cuochi per Mani Tese:
Antonio Arfè ristorante Arfè
Peppe Aversa ristorante Il Buco*
Paolo Barrale ristorante Marennà*
Salvatore Bianco ristorante Il Comandante*
Alfonzo Crisci ristorante Taverna Vesuviana
Giovanni De Vivo ristorante Il Flauto di Pan*
Giacomo De Simone ristorante Punta Scutolo
Arturo Fusco ristorante Villa Lucrezio
Paolo Gramaglia ristorante President *
Vincenzo Guarino ristorante L’Accanto*
Renato Martino ristorante Vairo del Volturno*
Michele Mazzola ristorante Acqu’e Sale
Fabio Ometo Sire Ricevimenti
Mario Pollio ristorante Pasta è
Antonella Rossi ristorante Napoli Mia
Lino Scarallo ristorante Palazzo Petrucci*
Peppe Stanzione ristorante Le Trabe*
Luigi Tramontano ristorante Terrazza Bosquet*
Raffaele Vitale*

Si ringraziano per la preziosa collaborazione: A.I.S. Napoli, A.M.I.R.A Campania, Pastificio Arte e Pasta, Pasta GragnOro, Azienda Agricola Salera, Eccellenze di Paolo Esposito, Euro Fish Napoli, Fish’s king Somma Vesuviana, Eligo, Frutta e Verdura I Cozzolino, L’orto di Lucullo, G.M.A Pompei, Caseificio Marrandino, Salumi Formaggi Vini da Gigi, Nicola Tempozero Sammartino, Ho.re.ca Service, Il Camice, Acqua San Pellegrino, Casa dei Faveri, Montesomma Vesuvio Vini, Addlestones Premium Cider, Antica Distilleria Petrone e Radio Club 91.

Menu
Gambero rosso, latte affumicato e quinoa
Riso mantecato con pomodorino giallo, scampo crudo, stracciata di bufala affumicata e germogli di basilico
Mezzo Pacchero con broccoli, cime di rapa e schiuma di provola
Baccalà cotto a bassa temperatura su gazpacho di pomodoro, gelato di bufala e germogli di sedano
La Castagna nel sottobosco, il taurasi e la mela annurca

Ticket di partecipazione: 40 euro (vini e liquori inclusi)

Villa Lucrezio
Via Tito Lucrezio Caro, 40 Posillipo
Napoli
http://www.villalucrezio.it

Prenotazioni:
quandomangiomisentounre@gmail.com
tel. 3391301861

Ufficio stampa evento:
Laura Gambacorta
Mob. 349 2886327
Email: laugam@libero.it

Ecco Magna, Mostra Agroalimentare Napoletana

Si è appena inaugurata Magna, la Mostra Agroalimentare Napoletana, evento attesissimo nella città che vanta la cucina più antica d’Italia. Un contenitore di storie, arte, ricordi, sapori legati all’enogastronomia partenopea, ricco di eventi ed incontri tematici.
Si parte sabato 17 ottobre alle ore 11,30 con AGRICOLTUTA SOSTENIBILE, tecniche e strategie possibili, e RITORNO DEI GIOVANI AI CAMPI, con Giuseppe Orefice, presidente Slow Food Campania, Patrizia Spigno, agronoma e fiduciaria della condotta Slow Food Vesuvio, i giovani produttori Marialuisa Squitieri dell’azienda agricola Madrenatura, Antonietta Melillo produttrice della cipolla alifana e Saverio Bifulco, produttore di pomodorini del piennolo e presidente dell’Associazione produttori del Pomodorino del Piennolo. Modera Marina Alaimo

Domenica 18 ottobre ore 11,30: Laboratorio sui formaggi con l’esperto Rino Giosuè Silvestro, fiduciario Slow Food Napoli. I diversi territori della mozzarella di bufala campana dop, il conciato romano (tra i formaggi più antichi d’Italia), ed il pecorino fresco de Taburno.

In queste occasioni Magna propone un biglietto di ingresso agevolato che prevede, oltre al percorso della mostra, i laboratori in programma, un piatto e un calice di vino preparati da Gourmeet, al costo di 10 euro invece di 15. Per i soci Slow Food interessati solo al percorso della mostra ed al laboratorio, escludendo la degustazione del piatto del giorno con calice di vino, il costo del biglietto è di 5 euro invece di 7 euro.

Per la prima volta in Italia e in occasione dell’EXPO 2015 una straordinaria mostra interattiva che affronta il tema dell’agricoltura e della gastronomia napoletana dal punto di vista storico, scientifico e sociale svelandone tutti i segreti dall’origine al piatto finito. MAGNA (acronimo che sta per Mostra Agroalimentare Napoletana), ideata e curata dall’architetto Marco Capasso, prodotta dall’Associazione “Guviden – I semi dell’amore”, realizzata in collaborazione con il Comune di Napoli, narra la storia e le caratteristiche scientifiche e sociali di una delle cucine più famose al mondo. Il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore a Napoli (Vico San Domenico Maggiore, 18), ospiterà dal 14 ottobre 2015 al 10 gennaio 2016 una rassegna sulla cucina più antica al Mondo.

TARGET. Una mostra per tutti: per i bambini e per i ragazzi che potranno giocare con gli exhibit interattivi; per gli studenti, che troveranno le informazioni scientifiche più aggiornate, con un ampio ventaglio di approfondimenti; per gli insegnanti, che incontreranno chiavi di lettura inaspettate e intrecci interdisciplinari; per gli appassionati di cucina, che soddisferanno la propria curiosità vedendo l’argomento sotto nuove prospettive, per i golosi che potranno assaggiare i migliori prodotti del nostro territorio e per chiunque sia curioso di conoscere la relazione che intercorre tra quel che siamo e quel che mangiamo oltre a capire l’importanza mondiale della cucina partenopea.

HIGHLIGHTS. Guardare ascoltare, toccare, annusare e assaggiare. Una mostra gioiosa che coniuga un elevato profilo scientifico con i piaceri del piatto. Un approccio multidisciplinare: agronomi, agricoltori, genetisti, antropologi, chimici, sociologi, cuochi e gastronomi, tutti uniti per costruire una descrizione accurata di un argomento che viene troppo spesso trattato superficialmente. Una grande componente didattica, con chiavi di lettura inaspettate e intrecci interdisciplinari; la buona cucina che si unisce al rigore scientifico grazie al coinvolgimento delle Università e dei laboratori di ricerca di tutto il territorio campano.

CONCEPTS. Parlare di cibo oggi vuol dire parlare di scienza e di piacere, di natura e di cultura, di tecnologia e di tradizioni ma parlare di cibo oggi vuole anche dire guardare lontano, fare previsioni e investimenti per riuscire a conciliare la necessità di sfamare un numero sempre crescente di persone e la tutela del pianeta che le ospita. Per poter parlare di cibo oggi è importante capire come l’uomo ha modificato la natura per nutrirsi, con gli alimenti e le tecniche per coltivarli, conservarli e cucinarli. È, insomma, necessario usare le conoscenze degli agronomi, degli agricoltori, dei genetisti, degli antropologi, dei chimici, dei sociologi, dei cuochi e dei gastronomi per riuscire a rendere la complessità di un argomento che viene troppo spesso trattato superficialmente.

NON SOLO CIBO. È stato allestito un ricchissimo calendario di eventi. Dai weekend degustativi alle serate musicali. Dalle presentazioni di libri ai convegni ed agli incontri culinari. Fino alle mostre personali di grandi artisti contemporanei che si occupano di “food” come Tatafiore e Dalisi.

IL CURATORE. «Il percorso multimediale di Magna – spiega l’architetto Marco Capasso, ideatore e curatore di Magna – parte dalla terra arriva alla tavola. Abbiamo cercato, infatti, di seguire i passaggi che portano le eccellenze della nostra regione dalla terra fino al piatto, alla ricerca del segreto riposto nei sapori della tradizione napoletana. Non abbiamo avuto e non abbiamo la pretesa di essere stati esaustivi, tutt’altro, riteniamo che MAGNA sia al momento solo un punto di partenza e uno spazio da costruire dialogando con il territorio affinché Napoli abbia il suo padiglione. Quale altra cucina, infatti, meriterebbe di stare al fianco di quelle più importanti del mondo per testimoniare come con semplici materie prime sia possibile nutrire il pianeta? La nostra idea è stata quella di costruire una casa per il genio culinario del popolo partenopeo. Non solo storia degli alimenti e scienza dei prodotti ma anche filosofia dei piatti, perché riteniamo che nella cucina di un popolo si rifletta la sua più intima essenza».
GUVIDEN. «L’Associazione con questa mostra – ha dichiarato Vicenzo de Notaris, presidente Guviden – intende ricollegarsi idealmente ad uno dei temi centrali dell’EXPO 2015, gli squilibri alimentari, che vedono ancora oggi un contrasto stridente tra chi è obeso e chi muore di fame, tra una parte della popolazione mondiale che vive nell’abbondanza, sprecando risorse alimentari, ed un’altra che non riesce a soddisfare neanche i propri fabbisogni alimentare di base, spesso purtroppo fino alle estreme conseguenze. Ma l‘obiettivo finale travalica i meri aiuti alimentari fini a se stessi, proponendosi d’impiantare nelle aree svantaggiate “i semi dell’Amore”, che producono frutti duraturi nel tempo, fornendo i mezzi ed il know how per realizzare in loco alcuni prodotti tipici napoletani, primo tra tutti la pizza, vero emblema culinario della città».

IL COMUNE DI NAPOLI. «Il tema dell’agricoltura, della gastronomia, della cultura alimentare napoletana, ci dice questa esposizione realizzata con tanta cura nella splendida sede del Convento di San Domenico Maggiore – così l’assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele, durante l’inaugurazione della Mostra –, ha tante facce di straordinario interesse: dalla più semplice “igiene alimentare”, illuminando i segreti di una cucina genuina e salutare, alla riscoperta di una cultura e di una tradizione dello stare insieme, attraverso la preparazione e la condivisione del cibo, fino alla valorizzazione di questo patrimonio di conoscenze e di tecniche come un piccolo tesoro da offrire ad altri. E penso anche ai tanti turisti, che affollano come mai, in questi mesi le nostre strade, attirati a Napoli dalla bellezza dei panorami e dalla ricchezza dei beni culturali, ma che possono trovare, con la pizza e i maccheroni ed oltre la pizza e i maccheroni, in una ricchissima, antica ed originale tradizione alimentare una ragione in più di interesse e di curiosità. Non posso non sottolineare che questa “idea felice”, inserendosi sulla traccia segnata dall’Expò, la approfondisce e la sviluppa con un segno del tutto originale e ci aiuta a conoscere, a riconoscere, i tratti unici di una cultura popolare talmente ricca ed affascinante che non spetterà mai di stupirci. E di donarci sapienza per l’arte di vivere».

ORARI: tutti i giorni dalle 10 alle 19. Eventi dalle 20 alle 24.
PREZZI: intero € 7; ridotto € 5.

Pronti? Via! Parte “Ricette e Bozzetti”.

a cura di Maria Pepe

Rubrica in cui enogastronomia e moda si uniscono. I più significativi piatti della tradizione campana, proposti nelle più svariate combinazioni e rivisitazioni, si vestono. L’intento, simpaticamente folle di questa insolita quanto ovvia fusione, non è cosa indossare per andare in un posto o nell’altro ma… “Se fossi un piatto cosa indosserei?” Orgoglio e fierezza “Sudicia” non possono come inizio non omaggiare la regina del regno tutto… nostra “Signora Margherita”. “Donna Margherita”, maestà indiscussa del cibo da strada, si mostra nella veste che il cinema d’autore le ha sapientemente cucito addosso. Un’intrigante pizzaiola che “a dovere”, con provvidenziale malizia, perde il suo anello nuziale nel morbido ed elastico impasto depositario dei suoi segreti più intimi. La Pizza come Sofia, le due, “Oro di Napoli”, sono impeccabili e raffinate seduttrici … fascianti tubini vita alta, oltre il ginocchio e rigorosamente neri, vestono la “sottile”. Gonne a ruota celano, invece, le più pronunciate rotondità della “spessa”, camicie dallo scollo profondo a V o tondo che sia, senza collo e bottoni, ma con impalpabili laccetti e voluttuose balze cascanti sulle braccia a cornice di una manica morbida mezza o lunga. Décolleté neri o spuntati con fasce ad incrocio sulle dita, foulard richiamanti gli scialli della nonna, portano Margherita dal vicolo al Palazzo… Ed è lì, nel cuore dell’incantato e incantevole “Palazzo Vialdo” di Vincenzo Di Prisco che vive la nostra Margherita. Ogni giorno coccolata e amata dalle mani del suo miglior cavaliere, lo Chef della Pizza, Gianfranco Iervolino, apre le porte ai suoi ospiti con una veste fortemente mediterranea, seducente e passionale.