Raffaele Vignola si divide tra i lievitati e i “bignè del nonno”

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Raffaele Vignola

Ho conosciuto Raffaele Vignola lo scorso dicembre. Mi ha colpito la sua semplicità e il perfetto rispetto che nutre verso i suoi colleghi. Merito dell’esempio impartitogli dal papà Angelo, un uomo mite che, tranquillamente, ancora oggi, continua a svolgere il proprio lavoro nel rispetto della propria tradizione pasticcera.

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Pasticceria Vignola, Lo staff

Il Caffè Pasticceria Vignola, a Solofra, si distingue per l’accoglienza familiare verso la clientela. Quando sono andata l’altro giorno ho incontrato finalmente la signora Linda, giovane e giovanile, che l’altra volta non avevo incontrato, mamma e moglie dei creativi Vignola. Che piacere!!! Mi ha accolto come se mi conoscesse da sempre. Mi ha fatto accomodare e mi ha coccolato come solo una mamma sa fare. Se non mi fossi posta un limite, sarei ritornata a casa con un carico di calorie impressionante. In realtà, già avevo avuto modo di saggiare le capacità e l’arte pasticcera di Raffaele e di Angelo con la degustazione del panettone. Quella volta c’erano Rosanna e Maria Grazia, rispettivamente cugina e zia del giovane pasticciere, che ho rivisto con immenso piacere.Giovedì, ho finalmente incontrato la promessa sposa, Michela, anch’ella votata alla causa della qualità e della tradizione.

Che dire! Mi sarei trattenuta l’intera giornata. Certo ero andata per le colombe,

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Pasticceria Vignola, Colomba tradizionale

ma Raffaele è stato così premuroso da fare in modo che potessi assaggiare i “bignè del nonno”

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Pasticceria Vignola, Bignè del Nonno

che vanno letteralmente a ruba. Dopo averne degustato uno, su consiglio di Linda, posso dire che il palato quando incontra la pasta sciù imbottita della crema al burro, che la maggior parte non prepara più, si ode il suono delle campane.

Merita una menzione anche la pastiera di grano,

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Pasticceria Vignola, Pastiera di grano

preparata secondo la tradizione con ingredienti essenziali e genuini. Da provare almeno una volta il caffè e il cappuccino preparati da Rosanna.

Ma torniamo alle colombe. Quando arrivo, sono state appena sfornate la tradizionale con arance candite e quella al cioccolato,

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Pasticceria Vignola, Colomba al cioccolato fondente

ma non si può evitare di citare quella all’olio extravergine di oliva ravece dell’azienda Fontana Madonna e alle olive candite.

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Pasticceria Vignola, Coloma all’olio extravergine di oliva e olive candite

Grande successo sta riscuotendo il Pan Mimì, la colomba al carbone vegetale e ai frutti tropicali canditi.

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Pasticceria Vignola, Pan Mimì

Ci sono anche la colomba al cioccolato fondente e fichi canditi di San Mango sul Calore dell’Azienda Antico Castello; al Fiano Irpino Docg Béchar e uva sultanina; agli agrumi con arancia, limone e cedro.

In realtà, la Pasticceria Vignola è proprio il regno della golosità.

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Pasticceria Vignola, Pasta di mandorle

Basta un’occhiata veloce alle creazioni cioccolatiere.

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Pasticceria Vignola, Cioccolateria

Raffale è tranquillo come il papà, ma sta attraversando un momento di grazia. Quando lo saluto, mi congeda dicendomi che tra poco ci sarà una sorpresa per i suoi estimatori.

Per info

Caffè Pasticceria Vignola, via G. Maffei 11-13 Solofra (Av)

Tel. 0825581069

www.pasticceriavignola.it; raffaele.vignola@pasticceriavignola.it

Pepe Mastro Dolciere: la passione per i lievitati parte da S. Egidio

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Io con Alfonso Pepe

Non può esserci festività in cui non scrivo dei magnifici prodotti del re dei lievitati. Sto parlando del maestro pasticciere Alfonso Pepe che, nel laboratorio di via Nazionale a Sant’Egidio del Monte Albino, insieme ai fratelli Prisco e Giuseppe, sforna leccornie ormai famose in tutta Italia e non solo. La sorella Anna, invece, si divide tra la cassa, le confezioni e il dietro le quinte.

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Prisco Pepe

La storia dei fratelli Pepe parte da lontano e incomincia venticinque anni fa. Un quarto di secolo durante il quale di strada ne è stata fatta, ma hanno ancora intenzione di percorrerne altrettanta.

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Giuseppe Pepe

E così, ieri sera, subito dopo la tradizionale processione paganese del Venerdì Santo (che non mi perderei per nulla al mondo), sono subito corsa dai miei amici perché con Pasqua realmente alle porte non avevo ancora realizzato qualche scatto delle colombe 2016.

Alfonso è un mio amico. Abbiamo abitato per anni nello stesso palazzo. Posso dire lo stesso dei fratelli e della sorella Anna che per me hanno sempre un sorriso e modi gentili. Per questo motivo, conoscendo i ritmi a cui sono sottoposti durante le festività, ho evitato di stressarli. Il maestro, quando può, ti chiama. E siccome appunto è un amico, lascio tutto e mi precipito.

Immaginate quando alle 21.30 sono arrivata nell’opificio dove nascono i capolavori. Tutti stanchi e operativi insieme a Carolina Ferraioli,

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Carolina Ferraioli

una ragazza che ha sempre un sorriso per tutti anche quando lavora diciotto ore al giorno. Nonostante il momento comunque delicato. Stavano per infornare altre colombe ed era incominciata la lievitazione dei casatielli, un altro capolavoro.

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E così abbiamo chiacchierato un po’. Parlato dei gusti delle colombe pasquali, tutte infornate dopo una lievitazione di trentasei ore. Dopo il panettone, anche la colomba con farina integrale ai frutti di bosco sta ottenendo un buon riscontro di gusto. E poi ci sono sempre la tradizionale, immancabile e la mia preferita,

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Pepe Mastro Dolciere, Colomba tradizionale

quella alle albicocche del Vesuvio e le altre, tutte da provare.

Lasciatemelo scrivere: adoro i lievitati di “Pepe Mastro Dolciere”. Per me sono i migliori e non è solo una questione di gusto. Sono sempre più convinta, dopo l’esperienza maturata in questi anni, che chi osserva di aver mangiato in zona una colomba o un panettone migliori di quello “made in Pepe”, non esprime un parere disinteressato. Al contrario. Secondo me, invece preferirebbe mangiare un prodotto eccezionale a un prezzo da discount.

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Sono di parte? Può darsi, ma erano anni che sentivo la necessità di evidenziare questo aspetto. Concludo questo articolo con un altro interrogativo: e tutti voi siete davvero convinti che molti che si professano artigianali, magari a un prezzo più accessibile, utilizzano la lunga lievitazione o ricorrono ai preparati?

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Ai posteri l’ardua sentenza.

Da parte mia, chi mi conosce bene, sa che non sono facile ai complimenti e, soprattutto, non mi sbilancio se non sono realmente convinta di quello che scrivo. La deontologia viene prima di tutto e chi ti apre le porte del suo laboratorio significa che non ha nulla da nascondere.