Da “StoriediPane” la ricetta del Pan Rustico di Anella Santoro

PANRUSTICO

Pan Rustico

Ingredienti
• 300 g di farina manitoba
• 300 g di farina 00
• 10 g di sale
• 10 g di zucchero
• 50 g di olio
• 1 uovo intero
• 250 ml di latte
• 20 g di lievito di birra
• 100 g di noci
• 200 g formaggio Ortler
• 200 g formaggio cacioricotta cilentano
• 200 g Caciocavallo Silano

Procedimento:
Lavorare tutto insieme la farina con il latte e l’uovo, il sale, l’olio, lo zucchero ed il lievito. Una volta che l’impasto si è amalgamato bene, dividetelo in due parti, in una aggiungete le noci mentre nell’altra i tre formaggi, tagliati in precedenza a cubetti.
Lavorateli bene e poi formate due filoni, il più possibile simili nella lunghezza. Iniziate ad intrecciarli fi ssando bene i due capi. Imburrate e infarinate una teglia su cui mettete la treccia”, coprite e fate lievitare per circa due ore. In questo lasso di tempo il composto raddoppierà di misura.
Infornate in forno caldo per 35 minuti circa. I primi 10 minuti a 200 gradi, poi abbassate il forno a 180 gradi e lasciate cuocere per i restanti 25 minuti.

 

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Giulio Coppola: ecco a voi la ricetta del baccalà “arrecanato” del re della “Galleria” di Gragnano

Il baccalà arrecanato è stato il piatto che Giulio Coppola, chef del ristorante “La Galleria” in Gragnano, ha presentato al cooking show di “Vitigno & Terroir” a Villa Calvanese di Castel San Giorgio. Per voi, la ricetta da ripetere a casa.

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Baccalà “arrecanato”

500 g di baccalà dissalato

300 g di pomodoro giallo

100 g di pomodoro San Marzano

50 gr di olive nere denocciolate

80 g di olive verdi denocciolate

40 g di capperi dissalati

aglio q.b.

latte q.b.

olio evo q.b.

origano q.b.

zucchero q.b.

Porzionate il baccalà e asciugatelo bene.

Fate un soffritto con olio e aglio a cui aggiungete il pomodoro giallo precedentemente passato. Eseguite lo stesso passaggio con il pomodoro San Marzano. Per il pesto di olive, tritate finemente le olive verdi e appassite le olive nere nel forno. Per quanto riguarda i capperi, dopo averi dissalati caramellateli con solo zucchero.

Quando l’olio è ben caldo, infarinare il baccalà e friggetelo. Disponete nel piatto il pomodoro giallo, l’origano, i capperi, due o tre palline di pesto di olive, le olive nere essiccate e il pomodoro San Marzano, disponete il baccalà al centro.

Philly D’Uva e il segreto per gli spaghetti sciuè sciuè

Gli spaghetti sciuè sciuè di Philly D’Uva sono stati protagonista al cooking show di “Vitigno & Terroir”, svoltosi domenica scorsa nell’incantevole scenario di Villa Calvanese a Castel San Giorgio. Di seguito la ricetta per i lettori di questo blog.

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Spaghetti sciuè sciuè

Ingredienti per 4 persone

1 barattolo di pomodoro San Marzano

300 g di spaghetti

1 cipollotto nocerino

1 mazzetto di rucola

20 foglie basilico

20 foglie prezzemolo

1/2 spicchio d’aglio

2 fette di pane raffermo (solo mollica)

100 g di parmigiano

60 g di gherigli di noce

olio evo q.b.

sale q.b.

Calate gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata. Intanto in una padella fate appassire il cipollotto tritato con 2 cucchiai di olio, unite i pomodori tolti dal sugo e tagliati a pezzettoni; salate e lasciate cuocere 5 minuti. In un mixer, unite tutti gli altri ingredienti aggiungendo a filo un po’ di olio (non dovete ottenere un pesto, ma delle briciole quindi non esagerate con l’olio).

Aggiungete le briciole nella padella del pomodoro. Colate gli spaghetti ormai cotti e conservate un mestolo di acqua di cottura, scolateli ed uniteli al sugo. Mescolate e servite.

Foto Mariana Silvana Dedu

Gli involtini di verza secondo “La Pignata” di Bracigliano

Involtini di verza su fonduta di patate. Questo il piatto preparato dall’osteria “La Pignata” al cooking show di domenica scorsa svoltosi a Castel San Giorgio nell’incantevole Villa Calvanese.

Mafalda e Gerardo ci hanno dato la ricetta di questo piatto buonissimo.

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Involtini di verza su fonduta di patate

Ingredienti per 10-15 involtini

10-15 foglie di verza

3 patate

100 g di provola affumicata

cipolla q.b.

olio evo

pepe q.b.

sale q.b.

Bollite le patate che dopo sbuccerete e schiaccerete. Lavate le foglie di verza e scottatele per 5 minuti. Raffredatele in acqua fredda.

Prendete il resto della verza. Dopo averla pulita e lavata, saltate in padella con la cipolla , salate e portate a cottura. Nel frattempo, tagliate la provola finemente e unite il tutto.

Riempite le foglie con il ripieno preparato. Ultimate la cottura in forno ventilato a 180°-200° per 10 minuti.

Ingredienti per la fonduta

6 patate medie

1 carota

mezza cipolla ramata di Montoro

mezzo gambo di sedano

olio evo

Bollite e schiacciate le patate. Dopo averle pulite, tagliate una carota, mezza cipolla ramata di Montoro, mezzo gambo di sedano. Soffriggete il tutto in padella con olio extravergine di oliva. Infine, passate tutto al frullatore finché la crema diventa densa e omogenea. Setacciatela con un colino. Impiattate prima la fonduta su cui adagiarete l’involtino affiancato dalle imbarcate di grano integrale dello storico Biscottificio Calabrese di Bracigliano

Osteria La Pignata, Bracigliano

Foto Mariana Silvana Dedu

Ecco a voi il “panettiello”, il casatiello di Filippo Cascone

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Filippo Cascone è un giovane mastro fornaio, titolare dell’omonimo panificio di Lettere. Non ha ancora trent’anni, ma adora ricercare e lanciare nuove sfide a se stesso. Per l’avvicinarsi della Pasqua, ha sperimentato il classico casatiello, o meglio la sua interpretazione di questa pietanza tipica. Così l’ha ribattezzato panettiello. Il Panificio Cascone è l’ennesimo compagno di viaggio di “tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo della diciannovesima edizione di “Scenari pagani”, la manifestazione di cui è direttore artistico Nicolantonio Napoli.

Di seguito: la ricetta.

12751865_236638896673885_1504976258_oPanettiello

Ingredienti

1 kg di farina “00”

100 g di acqua

500 g di uova intere

300 g di sugna

50 g di sale

10 g di pepe nero

350 g di salumi misti

50 g di formaggio pecorino romano grattugiato

30 g di lievito di birra

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Unite farina, sale, uova e lievito nell’impastatrice a velocità media per circa 5 minuti e finché l’impasto non divento omogeneo.

Aggiungete l’acqua un po’ alla volta e aspettate che l’impasto diventi liscio, asciutto ed omogeneo. Dopo l’assorbimento, attendete altri 5 minuti per dare alla pasta la giusta elasticità.

Quindi aggiungete la sugna, un po’ alla volta, finché non si incorpora al tutto.

Unite il pepe, i cubetti di salumi e infine il formaggio e continuate a impastare.

Adagiate il composto in un recipiente per circa 30 minuti, coperto da una pellicola per alimenti.

A questo punto, rovesciatelo sul tavolo, create una leggera tornitura ( a palla) e fate rilassare per circa 15 minuti; avviate la seconda tornitura e riponete nello stampo pirottino.

Ora prendete il recipiente e riempitelo per tre quarti di acqua, portare a ebollizione e riponetelo sotto il contenitore in pvc insieme al panettiello per far sì che diventi una stufa umida e favorire la lievitazione che deve durare 3 ore. Riscaldate di nuovo l’acqua a distanza di un’ora e riponete di nuovo sotto la stufa fai da te.

Quando l’impasto raggiunge il bordo, infornato in forno preriscaldato a 175 gradi per 50 minuti. Sfornate e fate raffreddare su un panno di cotone e consumate il giorno dopo.

Gragnano: la ricetta dei taralli con le mandorle del Panificio Malafronte

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Per la seconda edizione di “tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo della diciannovesima edizione di “Scenari pagani”, la rassegna di cui è direttore artistico Nicolantonio Napoli, il cammino si è arricchito di nuovi amici. Oltre alla vino dell’azienda vinicola Santacosta di Torrecuso (Bn), si sono aggiunti i tarlassi dello storico Panificio Malafronte di Gragnano.

Di seguito, la golosissima ricetta.

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Taralli con le mandorle

Ingredienti

1 kg di farina

450 g di sgu

10 g di pepe


30 g di sale


350 g di acqua

20 g di lievito

350 g di mandorle


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Sciogliete il lievito con un dito d’acqua tiepida e aggiungete 100 g di farina, impastate, formate un piccolo panetto, incidetelo a croce sulla superficie e mettetelo a lievitare in una ciotola.

Quando avrà raddoppiato il volume, aggiungete il sale, il pepe, la sugna (così com’è, senza scioglierla), il resto della farina e tanta acqua tiepida, quanto basta per ottenere un bel panetto da lavorare su un piano di lavoro.

Lavoratelo almeno per 10 minuti e poi staccate tanti pezzetti per formare dei bastoncini grossi come una matita e lunghi circa 15 cm.

Unite i bastoncini, attorcigliateli su se stessi e uniteli a ciambella. Decorateli con le mandorle e metteteli a lievitare, quando avranno raddoppiato il volume infornateli a 180° fino a cottura completata, cioè quando saranno belli dorati.

Aniello Somma presenta una bruschetta molto molto particolare

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Fettunta con carpaccio di lingua di cinghiale salmastrata, cavolfiore e papaccelle al filo di ravece

Ingredienti per 6 persone

Per la lingua salmistrata

600 g di cinghiale

1 kg di sale marino fino

2 foglie di alloro

2 rametti di timo limonato

4 foglie di salvia all’ananas

50 g di zeste di agrumi

500 g di vino bianco secco

Per il carpaccio

6 fette di pane vesuviano

250 g di cavolfiore

70 g di papaccelle sott’aceto

60 g di gherigli di noce

finocchietto selvatico q.b.

Per l’assemblaggio del piatto

200 g di lingua salmastrata

400 g di carpaccio

6 ciuffi di finocchietto selvatico fresco

olio evo varietà ravece q.b.

succo di limone q.b.

sale di Cipro q.b.

Snervate e dorate la lingua. Adagiatela in un recipiente alto e copritela con il sale fino marino aromatizzato con zeste di agrumi, alloro, timo limonato e salvia all’ananas. Fate marinare per 20 giorni a una temperatura di 3° circa. Toglietela dalla marinatura, pulitela dal sale in eccesso e lavatela con vino bianco secco. Asciugate e mettete sottovuoto.

Mondate, lavate e lessate il cavolfiore a ciuffi grandi in acqua salata acidulata preservandone una consistenza molto croccante. Raffreddate e tagliate a fettine sottili. Dividete a metà le papaccelle, disseminatele e tagliate a julienne. Tostate le fette di pane aromatizzate con olio, origano e aglio. Assemblate la fettunta avendo cura di stratificare il cavolfiore con le papaccelle e i gherigli di noce. Completate con fettine di lingua salmistrata tagliate sottilissime. Irrorate con gocce di limone e olio ravece. Completate e servite con un ciuffo di finocchietto selvatico.

Ricetta di Aniello Somma, chef e docente di Enogastronomia “IPSEOA R. VIVIANI” di Agerola