Lettere: Marco Del Sorbo inaugura “Tappe di Gusto” da “Nonna Giulia”

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Inaugurato il ciclo “Tappe di gusto”. Cena a quattro mani sabato scorso presso il ristorante “Nonna Giulia” di Lettere. Gennaro Longobardi, chef residente e Marco Del Sorbo, giovane chef che non ha più bisogno di presentazioni, si sono cimentati con un menu dai sapori tradizionali coniugati con un buon senso estetico.

Interpretare i Monti Lattari in un piatto: questa la mission di Alfonsina Longobardi che da quando, qualche anno fa, è partita con la prima edizione di “Cenando Sotto Un Cielo Diverso” sta rivoltando il territorio come fosse un calzino.

Una serata interessante dove si è assistito al confronto tra diverse eccellenze campane.

E così, dopo il buon cestino di pane del “Panificio Cascone” di Lettere, ha avviato la sfilata dei piatti il muscolo di vitello cotto a bassa temperatura e paté dello stesso in sfera di balsamico con mostarda di rapa rossa.

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Suggestivi i mezzi paccheri con salsiccia e friarielli,

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seguiti da un altro primo ugualmente interessante: il raviolo ripieno di porcini e patate.

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Originale, ma nel nome della tradizione, il secondo piatto: la gallina.

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Degno compagno di viaggio è stato il “Piedirosso Pompeiano” delle Cantine Iovine, rappresentate per l’occasione dall’infaticabile Raffaele.

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Dulcis in fundo, la torta di gallette rivisitata con una crema allo zenzero.

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Hanno riscosso il gradimento dei commensali i liquori “Alma De Lux”,

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le preziose creazioni alcooliche di Luisa Matarese. La liquirizia, il peperoncino,

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la lavanda sono stati la degna conclusione di una serata indimenticabile.

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La prossima “Tappa di Gusto” invece si fermerà da Nonna Giulia domenica in occasione della festa degli innamorati.

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Alma De Lux: l’eau de alcol di Luisa Matarese

di Maria Pepe

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Nelle epoche lontane delle corti, seguendo intricati percorsi di regine ed amanti, lenti ma costanti, strane acque dai gradevoli odori si insinuavano tra il nobile popolo delle vostre maestà. Una storia questa che erroneamente si pensa partire dalla “noble France”. Ciclica è la storia, e come tutte o quasi tutte le artistiche, raffinate e belle invenzioni, il viaggio parte dall’Italia, a Firenze così come a Venezia, nei laboratori “alchemici” di essenze distillate, dei Domenicani di Santa Maria Novella (Firenze) e dei Carmelitani scalzi (Venezia), il mondo scopriva i profumi, ore, ore e ancora ore di lunga e paziente macerazione, di agrumi, muschio e poi, con l’avvento delle Americhe, delle più svariate spezie (vaniglia, zafferano), fragranze inebrianti e fatte ad personam, utilizzate per celare o evidenziare la propria personalità, conquistavano incessanti il cuore dei raffinati… fu la conquista del cuore di Caterina, che cambiò Teatro e accadimenti. Caterina Dei Medici, promessa sposa di Enrico II Duca d’Orleans, figlio del re di Francia Francesco I, giunse a Versailles con la sua personale “Acqua della Regina” e con Renato Bianco (suo profumiere e ideatore del suddetto profumo) da tutti poi ribattezzato Renè le Florentin, fu quello il giorno del cambiamento. La Francia scoprì i profumi e di lì a poco avrebbe soffiato il primato agli Italiani che però restavano i migliori “alchimisti profumati” di sempre prova tangibile, l’Acqua Mirabilis (nome originale dell’acqua di colonia) inventata a Colonia nel 1693 da Giovanni Paolo Feminis. Gli anni sono passati, i misteriosi e affascinanti laboratori sono scomparsi, il profumo è ormai un’ industria ben oleata, tutto sembra destinato ad abbandonare il sogno, tutto sembra ma… non è… A San Giorgio a Cremanno, in un piccolo laboratorio, segreto, nascosto agli echi illusori del progresso, una donna gentile, dal garbo e movenze di un tempo che fu, si muove tra vere e proprie pozioni, formule sconosciute, di cui nessuno conosce la giusta composizione, vivono e fermentano nelle sue magiche ampolle fino a quando, giunte a “maturazione”, lasciano i vetri del laboratorio e finiscono in bottiglie dai ritagli antichi ed eleganti, quelle bottiglie che maestose sormontavano sulle specchiere delle più imponenti regine, profumi dunque?

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Sì, ma per “l’Alma” e quale è il modo migliore di giungervi? La gola, ingresso principale dello stomaco dove l’anima, secondo gli antichi, risiede. Luisa Matarese, ideologica discendente, dei “profumieri alchimisti”, ha ripreso ciò che il tempo ha perduto ed ha con la sua “Alma De Lux” restituito le avvolgenti essenze, che forti profumavano la vita. Vasta e sempre in crescita la sua linea di “eau d’alcool”, liquori dove è il profumo che detta le regole, sensuali e intriganti come quello al peperoncino e zenzero, freschi e delicati come quelli alla lavanda e al finocchietto oppure intensi e strong come quello alla liquirizia, ogni personalità ritrova se stessa nei “distillati colorati” (ognuno ha nel rispetto degli elementi che contiene la colorazione degli stessi) di Luisa che da brava artigiana “del tempo delle corti”, dà ai suoi liquori, gusto, colore, bellezza, eleganza, e… “Fragranza”.

Foto Mariano Lauro

Luisa Matarese: l’anima di luce di San Giorgio a Cremano

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Luisa Matarese è una persona adorabile. Serena, creativa, elegante. Quando la incontri, non rimani indifferente. Ti conquista subito. Ha il portamento di una signora d’altri tempi. Parla a bassa voce, riservata, è una grande comunicatrice.

Riesce subito a conquistare chiunque e far decodificare chiaramente il messaggio.

Anch’io l’ho conosciuta in maniera originale. Prima mi inoltrò la richiesta di amicizia su fb. Era l’8 aprile 2015. Contemporaneamente, mi scrisse in messenger per spiegarmi in poche righe chi era “Alma De Lux”. Una settimana dopo ero già da lei.

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Questa donna dal caschetto bruno circa due anni fa decise di dare una svolta alla sua vita e avviò il suo progetto più avventuroso: il laboratorio di liquori artigianali. E che liquori! È il caso di dire dopo averli assaggiati.

Così una mattina varcai l’ingresso del suo luogo del cuore ubicato a San Giorgio a Cremano. Non posso descrivere qui quale fu la mia gioia quando mi omaggiò con una bottiglietta di liquore al rosmarino personalizzata per “Ritratti di territorio”.

Provai un senso di stupore quando Luisa mi portò nella sua stanza segreta dove custodisce gelosamente gli ingredienti in macerazione.

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Secondo me, potrebbe essere considerata anche un’alchimista, ma nelle sue creazioni ci sono passione, sentimento, motivazione che costituiscono il mix vincente.

Non si può restare indifferenti alle sue bottiglie che cambiano colore in base al gusto e, per i più disattenti, potrebbero essere scambiate anche per preziose confezioni di profumo.

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I liquori “Alma De Lux” sono gradevoli all’occhio ed eccezionali al palato. In poco tempo, infatti, Luisa ha sperimentato più di trenta gusti. Tutti apprezzati dagli estimatori e dal pubblico.

In verità scegliere il migliore è impresa quasi impossibile, anche se si esprime la preferenza in base al gradimento del proprio palato.

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Sicuramente per comprendere l’essenza di questi effluvi bisogna almeno provare oltre ai già citati rosmarino e peperoncino, la liquirizia, il finocchietto, il pinzimonio (basilico, peperoncino e limone), la lavanda biologica, la sinfonia di agrumi, l’ultimo nato che sarà presentato ufficialmente tra qualche settimana e ancora per i più golosi c’è il cioccodiablo.

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Se i più diffidenti cercassero un motivo per avvicinarsi ad “Alma De Lux”, gli basterebbe sapere che questi preziosi si assaporano già con l’olfatto per poi proseguire in armonia con gli altri sensi.

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Per info
Alma De Lux – via Giuseppe Di Vittorio 9 – San Giorgio a Cremano (Na)

www.almadelux.it

info@almadelux.it

Tel. 08119309508 – Mob. 3383625249

Foto di Mariano Lauro