Seml: Pasquale Savarese e Aniello Somma declinano il pesce azzurro

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Il pesce azzurro da prodotto povero ad eccellenza gourmet. Questo il titolo del corso organizzato dall’associazione cuochi Seml (Stabiese Equana Monti Lattari), presieduta da Antonio Cascone, il pasticciere dei vip, per intenderci. Mercoledì 9 marzo scorso, a Villa Dei Cesari nella località Varano di Gragnano, la lezione è stata tenuta dagli chef Pasquale Savarese e Aniello Somma, rispettivamente il maestro e l’allievo. Si sa, Aniello Somma è un docente, uno chef attento, creativo, ricercato, controllato. Eppure, martedì scorso si è percepita una leggera emozione. La coppia Savarese-Somma comunque ha incantato gli allievi-corsisti intervenuti per capirne di più su una tipologia alimentare, il pesce azzurro, una volta cibo dei poveri, oggi alimento ricercato e reinterpretato.

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Da sx: Pasquale Savarese e Aniello Somma

Pasquale Savarese ha incantato l’uditorio con la forza della sapienza e dell’esperienza.

Un intero menu è stato declinato per sensibilizzare gli studenti e invitarli a osare in cucina.

Pomodorino giallo… alici, cavolfiore e le sue note sapide; parmigiana di pesce bandiera con melanzane, provola e basilico;

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Entrée, parmigiana di pesce bandiera  con melanzane, provola e basilico; pomodorino giallo… alici, cavolfiore e le sue note sapide

trasparenza di spadino e scarola maritata al croccante e pesto di pistacchi;

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Starter, Trasparenza di spadino e scarola maritata al croccante e pesto di pistacchi

carnaroli riserva aglio e olio con velo di sauro bianco al sentore di sfusato;

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Primo piatto, Carnaroli riserva aglio e olio con velo di sauro bianco al sentore di sfusato

bianco di cefalo gratellato con carciofi di Schito all’aceto e menta:

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Main Course, Bianco di cefalo gratellato con carciofi di Schito all’aceto e menta

queste le pietanze preparate passo passo sotto forma di cooking show.

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Entusiasti gli alunni affascinati dalla maestria dei docenti e dal gusto inimitabile dei manicaretti assaggiati singolarmente.

Pimonte: al “Trifoglio” un San Valentino low cost e high quality…

È ora di sfatare un altro stereotipo. Quante volte a ognuno capita di essere costretto ad ascoltare miti consigli secondo cui è meglio evitare di festeggiare le ricorrenze al ristorante perché quando c’è molta affluenza è scontato mangiare cibo spazzatura?

Non ho mai creduto a queste cose, convinta che il mondo enogastronomico, al di là di ciò che affermano tanti detrattori per convenienza spicciola, è ricco di personalità virtuose che quotidianamente combattono la propria personale battaglia per coniugare buon cibo e prezzi contenuti.

È ormai questa anche la chiara scelta di campo della famiglia Romano: Antonio, Lucia e Maria sono gli animatori e i sognatori del ristorante “Il Trifoglio” di Pimonte, impegnati da qualche anno nella promozione di menu di qualità in un territorio, quello dei Lattari, dove i più disattenti sono convinti che esistano solo pizze a chilo e panuozzi.

L’armonia familiare è l’asso nella manica di questi tre bravi ragazzi: Antonio si occupa della sala e delle ordinazioni;

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Lucia e Maria si dedicano al dietro le quinte, la cucina.

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Il caso ha voluto che sulla propria strada capitasse un altro appassionato sognatore: Aniello Somma,

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chef, docente di Enogastronomia, profondo conoscitore degli ingredienti, della cucina locale e nazionale. Attento ai particolari, si distingue per il rispetto e la delicatezza con cui si avvicina a ogni singolo prodotto uniti alla capacità di mantenere la calma per non compromettere la riuscita del piatto, anche se in sala ci sono centinaia di persone.

Ieri si è festeggiato San Valentino, il “commerciale” giorno degli innamorati, anche al “Trifoglio” con un menu per coccolare le coppie, gli occhi e i palati.

Dall’entrée al dolce sono sfilati piatti curati, dalla presentazione impeccabile che, una volta assaggiati, hanno confermato al gusto la gradevolezza estetica percepita alla vista.

Il saccottino mon amour,

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ripieno di broccoli e salsiccia su salsa di caciocavallo, ha incantato tutti. Ottimo il prosciutto crudo che ha accompagnato lo spiedino di latticini sovrapposto a una ricottina al frutto della passione.

Equilibrati e squisiti i cuori ai due semolati ripieni di vitellino e porcini mantecati nel proprio sugo.

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Non da meno il maialino ripieno e bardato di pancetta con contorno di patata duchessa.

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Azzeccato anche il vino scelto per la degustazione: il Gragnano dell’azienda “Iovine” di Pimonte.

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Infine, simposio di musica e dolce con il tris di babà mignon adagiato su frutta esotica.

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Come se non bastasse, ci sono state anche le morzellette

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e l’Ambar Moscato dell’azienda Florio.

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Cosa si può dire di più? Forse, invitare alla resistenza e al coraggio quei ristoratori che spesso per avere i prezzi stracciati scelgono il trash food.

Al “Trifoglio” a cena col cinghiale dei Monti Lattari

Da sx: Antonio e Lucia Romano, io, Maria Romano, Aniello Somma

Da sx: Antonio e Lucia Romano, io, Maria Romano, Aniello Somma

Grande successo stanno riscuotendo le serate dedicate alle preparazioni a base di cinghiale, organizzate dal ristorante “Il Trifoglio” di Pimonte. Dal 19 dicembre e per tutto il mese di gennaio, sarà possibile degustare un menu dedicato dove gli ingredienti utilizzati contribuiscono a una declinazione armonica di sapori, capace di catturare il palato anche dei più restii come me.

Merito probabilmente dell’attenta selezione dei prodotti della dispensa da parte di Antonio, Lucia e Maria Romano e della sapienza dello chef Aniello Somma, sempre attento alla composizione di ogni singolo piatto.

Un viaggio avventuroso, così può essere definito il percorso “A cena con il cinghiale”.
Si parte con il vol au vent con finanziera di cinghiale e porcini,

Vol au vent di finanziera di cinghiale e porcini

Vol au vent con finanziera di cinghiale e porcini

seguito dal ricco antipasto: sfoglie di Langhirano con ovalina vaccina,

Sfoglie di Languiranno con ovalina vaccina

Sfoglie di Languiranno con ovalina vaccina

accompagnate da frittelle

Frittelle

Frittelle

 

e bruschette con pomodori,

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poi brasato di cinghiale e polenta,

Brasato di cinghiale e polenta

Brasato di cinghiale e polenta

involtini di verza e cinghiale,

Involtini di verza e cinghiale

Involtini di verza e cinghiale

zuppetta di borlotti, castagne e cinghiale.

Zappetta di borlotti, castagne e cinghiale

Zappetta di borlotti, castagne e cinghiale

Risulta molto delicato il primo piatto: fusilli corti con ragù bianco di cinghiale, chiffonade di carciofi e frutta secca.

Fusilli corti

Fusilli corti con ragù bianco di cinghiale, chiffonade di carciofi e frutta secca

Sublime il connubio di cinghiale e semolata alla graticola, accompagnato da una forchettata di broccoli

Cinghiale e semolata alla graticola con forchettata di broccoli

Cinghiale e semolata alla graticola con forchettata di broccoli

Indovinata anche la scelta dei vini della Cantina Iovine di Pimonte.

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Infine, la mousse ai marron glacé con guarnizioni croccanti

Mousse di marron glacé

Mousse di marron glacé con guarnizioni croccanti

che si impone all’attenzione anche dei degustatori più critici insieme alle morzellette

Morzellette

Morzellette

Non ci sono parole per descrivere l’entusiasmo dei fratelli Romano che hanno deciso di proporre cucina tradizionale, ma rielaborata, in un territorio come quello dei Monti Lattari che molto spesso viene identificato, erroneamente, come patria di pietanze blande e grossolane.

Costo degustazione: 25,00 € (vini inclusi)

Per info

Ristorante “Il Trifoglio” – via Piano, 24 – Pimonte (Na)

Tel. 0818792138