Furore: da Bacco il paese c’è, si vede e si degusta

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Mancavo a Furore dal 10 luglio 2005, quando, in occasione del mio primo anniversario di matrimonio, ritornai per una cena al “Furore Inn Resort”, lo scenario dei festeggiamenti. Da quel giorno, sono passati dieci anni e non vi sono più ritornata. Il motivo? Un pizzico di pigrizia aggiunto ai ritmi frenetici a cui ognuno è sottoposto.

Non posso accampare scuse, se a ciò aggiungo che per tutto l’anno scolastico scorso, come quello attuale, sono diventata agerolese d’adozione. Quante occasioni avrò avuto in questi mesi per trovare cinque minuti e raggiungere uno dei posti a me più cari!

Ma ho sempre evitato, non essendoci un motivo ufficiale che mi “costringesse” a ritornare a Furore. Certo cercavo di rimandare anche la malinconia perché oggi il “Furore Inn Resort” esiste solo strutturalmente, ma non è più attivo in attesa di una serie di evoluzione burocratiche.

Nell’ultimo periodo, infatti, ho più volte incontrato in diverse manifestazioni enogastronomiche il poliedrico sindaco Raffaele Ferraioli che in cinquant’anni, con una serie di formidabili intuizioni, ha trasformato Furore nel centro del mondo. Ogni volta ho sempre rivolto lo stesso interrogativo al primo cittadino, che a me sembra più che altro un principe rinascimentale: “Allora, il Furore Inn?”. La risposta non si è mai fatta attendere e col suo ottimismo ha sempre cercato di rincuorarmi.

Il paese che non c’è”, “il paese dipinto”: chi non ricorda le definizioni con cui il comune costiero è ormai conosciuto in tutto il mondo?

Grazie ad Angela Merolla, un’amica conosciuta da poco, foodblogger come me, il 13 dicembre scorso, ho superato la mia pigrizia. Così sono ritornata a Furore, all’Hostaria Bacco, per un pranzo a sei mani, i cui protagonisti sono stati: Erminia e Pietro Cuomo, chef residenti,

Pietro Cuomo

Pietro Cuomo, ph. Raffaele Nocera

rispettivamente moglie e nipote del primo cittadino e il mio amico, ambasciatore delle tradizioni dell’ex Terra di Lavoro, Nino Cannavale, presidente dell’Associazione Cuochi Normanni a cui va il merito tra l’altro di aver ideato la “Dolce Bufala”, un gioiello campano che se non si assaggia non può essere compreso pienamente.

Nino Cannavale

Nino Cannavale, ph. Raffaele Nocera

Una splendida domenica autunnale si è trasformata in un momento irripetibile. Questa volta al mio seguito, oltre Francesco, mio marito, c’erano anche Vincenzo e Caterina, che hanno arricchito la nostra famiglia.

È inutile specificare che, appena arrivata, il primo pensiero è stato raggiungere via dell’Amore per rivedere da vicino la chiesa di S. Elia e l’ex struttura ricettiva.

Ne ho approfittato, inoltre, per raggiungere la balconata furitana,

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inaugurata circa un anno fa, teatro di numerosi eventi, nello spazio antistante la chiesa di S. Maria della Pietà dove ci sono anche il cimitero prenapoleonico, l’oratorio dell’Immacolata e l’emporio delle eccellenze.

Il mio orgoglio di paganese si è poi acuito quando, varcata l’entrata della chiesa, per guardare le opere dei diversi artisti campani, ho ritrovato quelle del mio preferito: Sasà Sorrentino. C’erano il crocifisso, ciuccigno e il pesce palla.

Sasà Sorrentino, pesce palla

Sasà Sorrentino, pesce palla

Giunta l’ora di pranzo, si è inaugurata la seconda tappa della giornata. All’Hostaria di Bacco sono stata testimone di un momento irripetibile, complice la gradevole compagnia di Angela e del marito Raffaele, che mi ha concesso anche le foto per quest’articolo e l’accoglienza di Domenico Ferraioli.

Incantevole il panorama, apprezzato grazie all’aperitivo consumato in terrazza i cui protagonisti sono stati il cocktail Angel, preparato dal barman casertano Isidoro Bokambanza, accompagnato dagli stuzzichini dell’Hostaria, dalle bruschettine all’olio extravergine d’oliva Torretta e dalla bresaola di bufala aversana.

Isidoro Bokam

Isidoro Bokambanza, ph. Raffaele Nocera

Accomodati in sala, il maestro Davide Sole ha allietato i cuori con i brani della posteggia napoletana.

Ad aprire il pranzo, i moscardini affogati su letto di scarole alla napoletana con fresella di Agerola.

Moscardini

Moscardini affogati su letto di scarole alla napoletana con fresella di Agerola, ph. Raffaele Nocera

Doppio primo per censire il gemellaggio tra la Costiera Amalfitana e Aversa. Le linguine del Pastificio Arte & Pasta di Boscoreale alla colatura tradizionale di alici di Erminia,

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Linguine alla colatura tradizionale di alici di Erminia, ph. Raffaele Nocera

seguite dalla lasagna con ragù di bufala aversana dello chef Nino Cannavale.

Lasagna al ragù di bufala casertana

Lasagna al ragù di bufala aversana, ph. Raffaele Nocera

Eccezionale anche il secondo: la parmigiana di pesce bandiera.

Parmigiana di pesce bandiera

Parmigiana di pesce bandiera, ph. Raffaele Nocera

Ad accompagnare l’intera degustazione i vini delle Cantine Marisa Cuomo.

Un capitolo a parte hanno meritato i dolci. Oltre alla “Dolce Bufala”,

La Dolce Bufala

La Dolce Bufala, ph. Raffaele Nocera

si sono distinti i tozzetti all’Elisir DiVino,

Tozzetti all'elisir DiVino

Tozzetti all’elisir DiVino, ph. Raffaele Nocera

le cicale di Furore

Cicale di Furore

Cicale di Furore

e, fuori programma, i panettoni del mastro fornaio di Lettere, Filippo Cascone.

Panettone ai frutti di bosco

Panettone ai frutti di bosco, ph. Raffaele Nocera

Ottimi i liquori della Distilleria Petrone di Mondragone, Guappa e Limoncello

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e il Caffè Trucillo degna conclusione di un tour costellato di momenti indimenticabili.

Foto Raffaele Nocera

Il 12 dicembre a Casa Lerario lo chef Christoph Bob chiude il ciclo “Orto d’Autore”

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Sabato 12 dicembre alle ore 13,30 ai fornelli dell’agriturismo di Melizzano (Bn) arriva lo chef Christoph Bob, ai comandi delle cucine del Monastero Santa Rosa Hotel & Spa di Conca dei Marini (Sa). Protagonisti del menu, elaborato dallo chef tedesco di origine ma campano di adozione, saranno i prodotti dell’orto della residenza di campagna della famiglia Lerario che andranno a sposarsi con i sapori della costiera strizzando l’occhio all’imminente Natale.
Anche per questo quarto appuntamento del ciclo, ideato da Laura Gambacorta e Giampiero Prozzo in collaborazione con lo chef Mirko Balzano, saranno i vini della Cantina del Taburno di Foglianise ad accompagnare le creazioni dello chef.
Partner per la pasta il Pastificio Gentile di Gragnano.
Per i bambini è stato predisposto un menu ad hoc dal costo di 20 euro.

Menu
Alici a beccafico
Seppia scottata, insalata di rinforzo e crema di broccoli verdi al wasabi
Pasta e fagioli con baccalà
Guancia di vitello brasato con verza e castagne
Mousse aux chocolat alle spezie di Natale con insalatina di agrumi

In abbinamento:
Amineo Coda di volpe IGP 2014 Cantina del Taburno
Albarosa Rosato Docg 2014 Cantina del Taburno
Fiano Beneventano IGP 2014 Cantina del Taburno
Sorba Nera Aglianico Dop 2011 Cantina del Taburno
Nucillo ‘E Curti

Ticket di partecipazione: euro 35 (vini inclusi)

Info e prenotazioni:
Casa Lerario
Contrada Laura, 6
Melizzano (Bn)
http://www.casalerario.it
tel. 0824 944018

Come arrivare:
http://www.casalerario.it/la-posizione/

Contatti stampa:
Laura Gambacorta
Mob. 349 2886327
Email: laugam@libero.it

Il Trifoglio di Pimonte: tradizioni e innovazioni gustose

Da sx: Antonio e Lucia Romano, io, Maria Romano e Aniello Somma

Da sx: Antonio e Lucia Romano, io, Maria Romano e Aniello Somma

C’erano una volta tre ragazzi. Oggi sono cresciuti un po’, ma da qualche anno hanno deciso di lanciare una sfida al proprio territorio. Stiamo parlando di Lucia, Maria e Antonio Romano, animatori instancabili del ristorante “Il Trifoglio” in Pimonte, da venti anni in via Piano, l’arteria che collega alla Divina Costiera.

Da qualche hanno impresso una svolta all’attività di famiglia, sempre nel nome della tradizione, per cercare di diversificarsi in una zona dove l’offerta ristorativa è molto ampia, anche se molto spesso delude l’aspettativa degli appassionati di pietanze tipiche e innovative.

Così si sono imbattuti in Aniello Somma.

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La sua fama è nota per i Monti Lattari, in penisola sorrentina e non solo. Docente di Enogastronomia, si caratterizza per essere uno chef raffinato, capace ed entusiasta, nonostante più di vent’anni d’esperienza alle spalle, spesi nel nome dell’alta ristorazione.

Con i fratelli Romano condivide lo stesso paese e la missione di creare una ristorazione eccellente da proporre a tutti i costi al di là delle abitudini della clientela anche più annoiata.

Aniello rappresenta il braccio destro di Antonio,

Antonio Romano

Antonio Romano

degno padrone di casa, addetto alla sala e di Lucia

Lucia Romano

Lucia Romano

e Maria sempre impegnate in cucina,

Maria Romano

Maria Romano

“allieve” impeccabili e attente nel registrare teoricamente e praticamente i segreti del “professore”. Insieme variano i menu, scelgono i migliori ingredienti da trasformare in cucina per offrire un’ampia scelta di piatti in grado di rimandare singolarmente un’emozione.

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E una serata d’autunno può trasformarsi in un’avventura enogastronomica inimitabile. I “Romano’s” e il “professore” ne approfittano per dare un saggio di ciò che accade in cucina, un luogo inaccessibile per i non addetti in cui regnano igiene, ordine e pulizia.

Si parte così con la zuppetta di cannellini, verza e guanciale con spiedino di gamberetti e kataifi, seguita dalla trippa di baccalà, patate e porro.

Trippa di baccalà

Trippa di baccalà, patate e porro

Come antipasto una rivisitazione di prosciutto e bocconcino su mela annurca in ristretto di Aglianico

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Prosciutto e bocconcino su mela annurca in ristretto di Aglianico

e il cannoncino di pancetta di maialino con porcini e scamorza su caponata di zucca

Cannoncino

Cannoncino di pancetta di maialino con porcini e scamorza su caponata di zucca

che merita veramente una segnalazione.

Si continua con un assaggio di tre tipi di pasta: il miscuglio potente con cavolfiori, gamberi rossi e colatura di alici; le fresine con ristretto di vongole, spaccatelle gialle e cremoso di broccoletti;

Fresine

Frisen con ristretto di vongole, spaccateli gialle e cremoso di broccatelli

i fusilli a mano con ragù di cinghiale, carciofi e frutta secca.

Fusilli a mano con ragù di cinghiale,

Fusilli a mano con ragù di cinghiale, carciofi e frutta secca

Davvero senza parole per primi piatti articolati, strutturati e ben presentati. Una menzione particolare per le fresine e i fusilli.

Raffinate la ricciola in tempura di birra con guazzetto di scarola e bufalina.

Ricciola in tempura di birra

Ricciola in tempura di birra con guazzetto di scarola e bufalina

Degustazione finita? Assolutamente, no.

Dopo lo sgroppino alla mela verde e lime in cromatura di bosco, si passa alla guancia di maialino brasata con “micciato” (vino tipico pimontese) a bassa temperatura.

Non possono mancare i dolci: il tortino con mela annurca, uvetta e noci con salsa allo Strega;

Tortino di mela annurca

Tortino con mela annurca, uvetta e noci con salsa allo strega

la mousse di marron glace dal cuore di armagnac e croccanti di stagione; la pera in due temperature.

Il tris di dolci ha rappresentato la degna conclusione di una cena ottima e abbondante, dove ci si alza da tavola accompagnati da un palato pulito e con la sensazione di poter mangiare ancora…

Per info

“Il Trifoglio” – via Piano, 3 – Pimonte (Na)

Tel. 0818792138

http://www.ristoranteiltrifoglio.it

Foto di Barbara Ruggiero

Pepe e De Riso conquistano la “Mole”

La coppia vincente fa il bis. Sono Alfonso Pepe e Salvatore De Riso i trionfatori di “Una mole di panettoni”, l’evento torinese dedicato al tradizionale dolce natalizio.

I due maestri pasticcieri campani, entrambi membri dell’AMPI (Accademia Maestri Pasticcieri Italiani), amici da sempre si sono aggiudicati due primi posti.

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Ad Alfonso Pepe è toccata la pole position per il miglior panettone artigiane tradizionale scuola piemontese ricoperto con glassa alle nocciole.

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A Sal De Riso, invece, ha trionfato per il panettone classico milanese.

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Che dire? Ormai questi due nomi risuonano su e giù per lo Stivale e, attraverso i loro golosi gioielli, il Sud torna a illuminarsi del sole che lo ha sempre contraddistinto.

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Già in occasione di “Re Panettone 2014”, Alfonso e Sal avevano trionfato in due categorie con posizioni alterne. Primo premio per il panettone e secondo per il dolce per tutto l’anno per il maestro di Sant’Egidio del Monte Albino; collocazione inversa per il maestro, imperatore della costiera, volto noto della “Prova del Cuoco” e autore di varie pubblicazioni di settore.

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Oggi si ritorna a parlare di loro. Solo una settimana fa erano a “Re Panettone” Napoli svoltosi lo scorso fine settimana presso il “Grand Hotel Parker’s” del Vomero.

Non ci sarà neanche il tempo di disfare le valige torinesi perché bisognerà prepararsi per “Re Panettone” Milano che si svolgerà il 28 e il 29 novembre a Milano.

Ad maiora!!!

Da Ciccio: storia, passione e cucina a km 0

Da sx: Giuseppe, Marco, io e Antonio

Da sx: Giuseppe, Marco, io e Antonio

Antonio, Giuseppe e Marco sono tre ragazzi dai nomi comuni. Tranquilli, sorridenti e volenterosi, sulle giovani spalle c’è il carico di una grande responsabilità. Il loro cognome è Cavaliere. E se questo ancora sembra poco, aiuterà sapere che rappresentano la quarta generazione di un luogo che ha incantato star internazionali, come Jackie Kennedy che nel 1962 li omaggiò del proprio autoritratto, e persone comuni.

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Eh sì, sono i figli di Ciccio del famosissimo “Da Ciccio, cielo, mare e terra”, il ristorante amalfitano che, dal 1931, anno dell’apertura, è stato testimone privilegiato delle evoluzioni della Divina Costiera anche durante la seconda guerra mondiale.

Varcare la soglia di questo posto incantevole, che gode di un panorama spettacolare con la terrazza che affaccia sullo splendido mare amalfitano, è un’emozione unica.

Sulla soglia ti accoglie Antonio, il maître, solare, sorriso bonario ti invita a prendere le scale per arrivare in sala ristorante. La gentilezza però continua. Immediatamente, percepisci di essere in famiglia.

Nell’attesa, vista la splendida temperatura mite autunnale, Antonio avvia il racconto di una storia d’amore: quella tra la cucina della famiglia Cavaliere e il territorio, lunga più di mezzo secolo.

Infatti, oggi che Ciccio ha qualche anno in più si dedica anima e corpo all’azienda agricola ubicata nel comune di Scala. In questo modo, Marco, il fratello cuoco continua ad avere il privilegio di lavorare buona parte di prodotti a chilometro zero, raccolti direttamente nell’orto di famiglia.

D’altronde “Da Ciccio” è famosissimo per le ricette di pesce, come gli storici spaghetti al cartoccio, piatto forte dal 1965.

Spaghetti al cartoccio

Spaghetti al cartoccio

La loro fama li precede e, spesso, casualmente si sono ritrovati recensiti su riviste internazionali.

In verità, già prima dell’avvio della cena, gli occhi hanno soddisfatto il palato per l’incantevole esperienza visiva.

Rispetto della clientela e della materia prima, queste le loro parole d’ordine. A testimoniarlo la ricca cantina, allestita con una selezione delle migliori aziende vinicole dello Stivale. Merito di Giuseppe, il fratello sommelier.

Con queste premesse, anche se la degustazione non si è ancora avviata, il risultato sembra già garantito.

Così l’invito a cena di un amico si trasforma in un’avventura di enogastronomia emozionale, a partire dalla selezione dei pani e dell’olio extravergine di oliva.

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Per accoglienza si parte con lo gnocco di ricotta su vellutata di zucca,

Gnocco di ricotta

Gnocco di ricotta su vellutata di zucca

e la tartara di crostacei su vellutata di pomodorini del piennolo, burrata e chips ai semi di sesamo

Tartara di crostacei

Tartara di crostacei su vellutata di pomodorini del piennolo, burrata e chips ai semi di sesamo

accompagnati dal Prosecco Evoque Conte Vistarino.

L’antipasto è ben strutturato. Sia il gateaux di totani e patate e croccante ai semi di papavero

Gateaux di totani e patate

Gateaux di totani e patate e croccante ai semi di papavero

che il baccalà mantecato e fritto su salsa al nero di seppia, purea di cavolfiori e pomodorini gialli secchi,

Baccalà mantecato e fritto

Baccalà mantecato e fritto su salsa al nero di seppia, purea di cavolfiori e pomodorini gialli secchi

all’assaggio si rivelano pienamente facendo riconoscere i singoli ingredienti che li compongono. Indovinato anche il Gavi La Rocca Docg 2014 Coppo.

Stesso discorso per i cavatelli di pasta fresca con frutti di mare su purea di patate al profumo di limone,

Cavateli di pasta fresca

Cavateli di pasta fresca con frutti di mare su purea di patate al profumo di limone

seguiti da un assaggio degli storici “Spaghetti al cartoccio dal 1965” con un’aggiunta di pepe per chi lo gradisce.

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Anche il filetto di pagello su scarola alla marinara e guazzetto di pesce

Filetto di pagello

Filetto di pagello su scarola alla marinara e guazzetto di pesce

conquista positivamente l’attenzione che, insieme ai primi, è stato abbinato al Greco di Tufo “Raone” Dop Torricino.

Dulcis in fundo, la millefoglie con crema chantilly, ciliege d’amarena e gocce di cioccolato,

Millefoglie

Millefoglie con crema chantilly, ciliegie d’amarena e gocce di cioccolato

creazione di mamma Marinella, con un Moscato d’Asti Black Edition DOCG 2014 Enrico Serafino.

Serate del genere si imprimono nel cuore perché Antonio, Giuseppe e Marco testimoniano che oggi, nonostante tutto, è ancora possibile svolgere il proprio lavoro senza tralasciare i rapporti umani.

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Per info

Ristorante Da Ciccio, via G. Augustariccio, 21 – 84011 Amalfi (Sa)

http://www.ristorantedaciccio.com

info@ristorantedaciccio.com

Giorno di chiusura: martedì

Ferie: 4 novembre-6 dicembre

Foto di Luigi Mannini