Una mulignana nocerina da “Principe” indossa il “Panama”

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di Maria Pepe

Il glamour dichiarato patrimonio dell’umanità. Simbolo di stile ed eleganza. Non importa dove ci si trovi, a passeggiare per le assolate strade di una capitale, in spiaggia, sul lungo mare o sotto un portico a leggere un libro, qualunque cosa si faccia in una soleggiata giornata d’estate non la si può fare senza avere in testa… “un Panama”.

Cappello simbolo di scrittori, intellettuali e potenti del mondo, portato alla storia da Roosvelt ed Hemingway, il Panama, fatto interamente a mano, nella lontana terra dell’Ecuador, attraverso l’intreccio di paglia Toquilla, ricavata dalle foglie di una palma nana, gira per il mondo e si posa sulle teste di uomini e donne di buon gusto.

Paglia chiara, falda larga, tela nera che ne cinge il diametro, la classica versione, quella che ha fatto e fa storia, quella a cui da quest’estate si affianca una versione tutta nostrana, una versione “nocerina”. L’ispirazione nasce da un capolavoro della “Famiglia Principe 1968”, la “mulignana Nocerina”, un piatto che… dalla gola ti si… “mette in testa”!

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Una versione che stravolge i canoni basici del must have, cappello color melanzana, dall’intreccio di quest’ultima precedentemente scavata e cotto in forno, falda bianca, esattamente il colore della stracciata di fior di latte, il tutto ornato da una fascia di tela dal fondo chiaro screziato da fantasie astratte che vanno dal color nocciola al peperoncino. Una ricetta, un bozzetto, una ricercatezza che un buon intenditore non può e non deve farsi scappare.

Famiglia Principe 1968 presenta una nuova creazione dopo 700 giorni da “Pizza & Fritti”

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Lorenzo Principe è un uomo fantasioso. Una ne pensa e cento ne fa. E l’Agro Nocerino-Sarnese deve ringraziare la sua creatività e un giorno particolare: il 5 gennaio 2014. 700 giorni fa, più o meno, incominciava il percorso virtuoso “Pizza & Fritti”, l’ambiente pizzeria e friggitoria di “Famiglia Principe 1968”. Da allora, via Santacroce a Nocera Superiore è diventa una tappa fondamentale degli appassionati di pizza a lunga lievitazione condita con ingredienti di alta qualità. Una sfida vinta da Lorenzo e dalla sorella Antonella che, insieme al maestro pizzaiolo Antonio Faiella, sono i traghettatori di questo spazio che il sabato sera è quasi impossibile varcare. Gli estimatori arrivano da ogni dove per questa pizza soffice, ben lievitata e condita con maestria che emana un’armonia di sapori da far invidia a molti.

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Da sx: Antonio Faiella e Antonella Principe con Alfonso, il maitre

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E, siccome bisogna sempre onorare le ricorrenze per evitare di scadere nella scontatezza, il 17 marzo scorso Lorenzo ne ha preparata un’altra delle sue. In una serata degustazione in collaborazione con il birrificio “Il Chiostro” di Simone Della Porta, “Pizza & Fritti” ha presentato l’ultima nata: ‘A Mallone (Belgian Bruine).

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Pizza & Fritti, ‘A Mallone

La pizza con impasto al broccolo selvatico condita con crema di patate e spicchi di pomodoro San Marzano Dop ha riscosso ampio successo e sarà protagonista prossimamente di un evento ancora più ampio. Una vera e propria avventura dei sensi. Un plauso ad Antonio Faiella che, con serietà e dedizione al lavoro, riesce a impiattare sempre un prodotto eccezionale. Ancora una volta, “Famiglia Principe 1968” si conferma come baluardo dei prodotti tipici locali.

Ricerca, creatività, emozioni questi i compagni di viaggio di una serata impeccabile. Per l’ennesima volta, ci si è resi conto dell’immensa bravura di Antonella Principe, una “friggitrice” impeccabile, in grado di strappare il primato a veterani napoletani. E così si è partiti con l’Elogio allo Scarpariello (White),

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Pizza & Fritti, Elogio allo Scarpariello

bastoncini di pizza fritta immersi nel pregiato pomodoro, seguito dal Capriccio di Tonio (Antonio Faiella, ndr), con scarolelle e olive di Gaeta (Belgian Blonde).

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Pizza & Fritti, Capriccio di Tonio

Che dire poi della Napoli Maledetta,

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Pizza & Fritti, Napoli Maledetta

la pizza pomodoro, aglio, origano e alici (Belgian Bruine)! O ancora della “Cipollotto… e stà bene” (Once Upon a Time),

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Pizza & Fritti, Cipollotto… e sta bene

i cui fans sono costantemente in aumento.

Un discorso a parte merita il dolce servito direttamente da Antonio, la millefoglie di pizza alla nocciola e ricotta jersey

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Pizza & Fritti, Millefoglie di pizza alla nocciola e ricotta jersey

(Morus Nigra) da provare immediatamente, senza che passi altro tempo.

Che dire di più? Le sfide sono il sale della vita.

Foto Mariano Lauro

Una blusa della nonna per la pizza all’impasto di broccolo selvatico di Pizza & Fritti

imageUna blusa di candida organza, delicata, leggera, armonica nel movimento, le finte mezze maniche cadono sulle spalle come due leggeri volant, gli stessi che grazie all’invisibile ripresa in vita si ripetono sul basso ventre. Organza e ricami, quelli di puro cotone, dalla manualità artigianale che impeccabile riproduce un bouquet di fiori bianchi dai dettagli in verde e rosso. Un capo dal gusto fortemente retrò. Nel baule della nonna… dove eleganza, gusto e tradizione coesistono imperituri, senza conoscere né spazio né tempo, la “Famiglia Principe 1968”, in occasione dei settecento giorni della loro ultima nata “Pizza & Fritti”, ha trovato l’indumento giusto… la sua pizza con impasto di broccolo selvatico, farcia di crema di patate e spicchi di San Marzano.

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È il tocco di classe, connubio perfetto tra tradizione e innovazione, che ti rende elegante con semplicità. Ricerca, lavoro certosino, creano una “ricetta -bozzetto” passepartout da “indossare – mangiare” sempre, in una gran soiree come in una pizzata tra amici.

Foto Mariano Lauro

Pizza&Fritti dopo 700 giorni

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700 giorni. Questo il tempo trascorso dall’apertura di “Pizza&Fritti” di Famiglia Principe 1968 a Nocera Superiore. Cosa è cambiato? Si cercherà di rispondere all’interrogativo, stasera, alle 20.30, nel corso della degustazione a sorpresa.

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Pizza&Fritti, Il forno

Infatti, conoscendo la poliedricità di Lorenzo e Antonella Principe e la poliedricità del pizzaiolo Antonio Faiella, c’è da aspettarsene delle belle.

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Infatti, la locandina non dà indicazioni sul menu.

Quindi, si preannunciano sorprese.

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D’altronde non può essere che così per un posto dove la friggitoria

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Pizza&Fritti, Il fritto di strada

è una delle migliori della zona. La pizza fritta chiena

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Pizza&Fritti, Pizza fritta chiena

e quella vacant’ sono il sogno goloso di tutti.

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Pizza&Fritti, Pizza fritta vacant’

Apprezzate da tutti anche le pizze: dalla classica margherita

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Pizza&Fritti, Margherita

alle speciali realizzate però sempre nel nome del rispetto dei tempi e delle stagioni con ingredienti presidio slow food e a km 0.

Indescrivibile la sinfonia che sprigiona la cipollotta (cipollotto nocerino, pancetta paretana, cacioricotta, fior di latte dei Monti Lattari, olio extravergine di oliva volcei).

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Pizza&Fritti, La cipollotta

Non da meno quella con fagioli, fior di latte dei Lattari, maialino paretano.

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Pizza&Fritti, Pizza con fagioli, fior di latte dei Lattari, maialino paretano

Se avete voglia del dolce, in attesa della Pasqua c’è per voi la pastiera di grano.

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Pizza&Fritti, Pastiera di grano

 

“Ti friggo…” la simpatica minaccia di Famiglia Principe 1968

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Ti friggo… Sasicc’ e Friariell. Questo il piatto presentato da “Famiglia Principe 1968” al cooking show di “Vitigno & Terroir” condotto da Marco Contursi, fiduciario della condotta Slow Food dell’Agro Nocerino-Sarnese. Domenica 6 marzo, Lorenzo Principe, patron dell’osteria di via Santacroce a Nocera Superiore e lo chef Agostino Scarpa hanno elaborato un finger food molto gradito dal pubblico.

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Ti friggo…Sasicc’ e Friariell’

Ingredienti per 4 finger food

350 g di riso carnaroli

100 g di broccoli friarielli

200 g di salsiccione 

1 calice di vino bianco

40 g di caciocavallo podolico

120 g di semola rimacinata

2 uova

olio extravergine di oliva q.b.

Pulite i broccoli separando i singoli fiori e togliendo i filamenti duri. Lavateli e stufate in padella con un filo di olio. Regolate di sale e ultimate la cottura.

Togliete la pellicina al salsiccione e sbriciolatelo. Tostate il riso, sfumate con il vino bianco, aggiungete l’olio ed ultimate con l’aggiunta di broccoli e salsiccione. Salate e pepate.

Fate assorbire tutto il vino girando e facendo tostare il riso, proseguire la cottura aggiungendo qualche mestolo di olio fino ad assorbimento e alla quasi cottura del riso.

Unite qualche ciuffo di broccoletto e mescolate. Se lo aggiungete a fine cottura, il riso si manterrà bianco.

Mantecate il riso con il caciocavallo podolico.

Fatelo raffreddare, create delle piccole sfere, passatele nell’uovo montato ed ultimate poi nella semola.

Mettete dell’olio a temperatura e soffriggetele.

Asciugatele e servitele ben calde.

Foto Mariana Silvana Dedu

A “Vitigno & Terroir” sold out per i cooking show dei magnifici 4

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Poker d’assi per “Vitigno & Terroir”, la manifestazione organizzata dall’associazione “Amici di Villa Calvanese”, presieduta da Carmine Capuano, organizzata in collaborazione con l’Ais (Associazione Italiana Sommelier) di Salerno. Hanno riscosso grande successo i cooking show di domenica 6 marzo scorso. Sold out per entrambi gli appuntamenti svoltosi rispettivamente alle 19 e alle 20.30.

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Non ci si poteva aspettare altrimenti da una performance i cui protagonisti sono stati realmente il meglio di ciò che offre il panorama campano.

Un pubblico attento e competente quello che ha partecipato alla degustazione dei piatti abbinati ai vini scelti accuratamente dalla delegazione Ais, rappresentata da Nevio Toti.

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Il primo cooking show è stato condotto da Nunzia Gargano. Protagonisti: “La Pignata” di Bracigliano, rappresentata per l’occasione da Arianna, giovane studentessa dell’Ipseoa “R. Virtuoso” di Salerno e da Gerardo Figliolia, anima della struttura insieme alla moglie Mafalda Amabile, rimasta in osteria; e “La Galleria”, il locale di Gragnano dello chef patron Giulio Coppola, il cui nome ormai non ha bisogno più di presentazione.

Involtino di verza imbottito con patata su fonduta di provola, accompagnata dall’imbarcata di farina integrale dello storico “Biscottificio Calabrese” di Bracigliano:

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La Pignata, Involtino di verza imbottito con patata su fonduta di provola accompagnato da imbarcata integrale del “Biscottificio Calabrese” di Bracigliano

questa la pietanza “made in Pignata”, a cui è toccato avviare il momento gustoso.

Un piatto tradizionale, ma interpretato in modo nuovo, invece, quello preparato da Giulio Coppola: il “baccalà arrecanato” secondo la Coppola Philosophy.

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La Galleria, Baccalà arrecanato

È inutile specificare che il pubblico è stato unanime nell’apprezzare la maestria e il gusto che contraddistinguevano i due piatti.

Delicatezza, bontà, armonia dei sapori, riconoscibilità di ogni singolo ingrediente: queste le caratteristiche delle creazioni.

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L’alto gradimento è stato il compagno di viaggio anche del secondo cooking show condotto da Marco Contursi, fiduciario della condotta Slow Food dell’Agro Nocerino-Sarnese.

“Famiglia Principe 1968” con il patron Lorenzo e lo chef Agostino Scarpa sono i stati protagonisti insieme a Philly D’Uva, la chef a domicilio “esportata” negli States.

E anche qui, se si dà uno sguardo alla storia personale e professionale di ognuno, non si potevano avere brutte sorprese. Ancora una volta, i fortunati che sono riusciti a prenotare il proprio posto per saggiare e assaggiare le qualità culinarie degli “animatori” dello spettacolo enogastronomico non hanno potuto fare a meno di esprimere la propria soddisfazione.

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Lorenzo Principe

Stupisce tutti “ti friggo… sasicc’ e friariell’”

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Famiglia Principe 1968, “ti friggo…”

con Lorenzo e Agostino, veri e propri mattatori. La polpetta con broccoli e salsiccia, per intenderci, fritta come comanda il buon senso e l’alta qualità è stata non apprezzata, ma molto molto di più.

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Intrigano il pubblico gli spaghetti sciuè sciuè di Philly D’Uva, nati per caso, come spesso accade, in un giorno in cui il frigo piangeva per la mancata consegna di prodotti da parte dei fornitori poiché c’erano solo rucola, basilico e parmigiano.

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Philly D’Uva, Spaghetti sciuè sciuè

In casa c’erano pomodoro San Marzano, noci, pane raffermo, aglio e olio. Così è nato questo pesto alternativo che alla degustazione si rivelò molto buono. Quale occasione migliore per presentarlo se non un cooking show?

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La soddisfazione degli assaggiatori arriva anche per gli spaghetti. D’altronde quando c’è cuore nelle cose che si fa, il risultato è già stato raggiunto.

Foto Mariana Silvana Dedu

Famiglia Principe 1968: “Pizza & Fritti” 700 giorni dopo

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Pizza & Fritti 700 giorni dopo. Tanto è trascorso dall’apertura dell’ambiente friggitoria e pizzeria di “Famiglia Principe 1968” in via Santacroce a Nocera Superiore. Era il 5 gennaio 2014 quando Lorenzo Principe, con la sorella Antonella, mamma Rosanna e papà Vincenzo, decise di avviare il progetto pizza.

Lunga lievitazione: questo il primo impegno per la realizzazione di un impasto soffice, leggero e ben lievitato reso ancora più importante dall’utilizzo di prodotti nobili, di prima qualità per intenderci, che racchiudono in un morso lo spirito di un intero territorio (l’Agro Nocerino-Sarnese, il Cilento, il Vesuvio e l’intera Campania).

Per parlare ancora una volta di ricerca, creatività, emozioni, rispetto dei tempi e della stagioni, “Famiglia Principe 1968” ha organizzato una rimpatriata. Appuntamento a giovedì prossimo, 17 marzo, dalle 20.30 con i fritti di Antonella e le pizze di Antonio Faiella.

Ticket di partecipazione: 15,00 € (solo degustazione); 22,00 (degustazione+birra)

Per info

Pizza & Fritti – via Santacroce 13 – Nocera Superiore

tel. 08119514979

info@famigliaprincipe.it

Castel San Giorgio: il prossimo week-end ritorna “VitignoeTerroir”

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Ritorna l’appuntamento annuale con Vitigno & Terroir, iniziativa organizzata dalla delegazione A.I.S. di Salerno, che anche quest’anno rinnova l’ormai consolidata partnership con l’Associazione “Amici di Villa Calvanese”.
Nuovamente vogliamo dare voce direttamente ai vitigni, per rendersi disponibili a raccontarsi nel modo più espressivo e compiuto: attraverso le zone di produzione principali ed i terroir più vocati!
Le differenze, sottili o macroscopiche che siano, che un territorio imprime nel vino che ne scaturisce, sono ciò che intendiamo scovare e mettere in luce negli straordinari spazi del “Palazzo Calvanese”, allestiti ed organizzati dall’Associazione “Amici di Villa Calvanese”, che ne spinge e promuove la rivalutazione, gentilmente messi a disposizione dall’Amministrazione comunale di Castel San Giorgio, sempre disponibile verso iniziative di rilevanza culturale.
Quest’anno la manifestazione rinnova la formula estesa su 2 giorni, e precisamente il fine settimana del 5 e 6 Marzo 2016, per l’appunto nel “Palazzo Calvanese” sito nella Frazione Lanzara del Comune di Castel San Giorgio (SA).
I principali vitigni campani, Aglianico, Piedirosso, Fiano, Greco, Falanghina e Coda di Volpe, presi a campione fra i territori delle 5 province e messi a confronto diretto, su banchi di assaggio monovitigno.
Ogni vitigno avrà il proprio spazio mescita, affiancato da uno spazio didattico dove sommelier professionisti saranno a disposizione di chiunque voglia approfondire le tematiche degli assaggi e le differenti peculiarità dei vari prodotti.
Anche quest’anno ci sarà un banco di assaggio dedicato a tutti quei vini che non rientrano nelle succitate categorie, in quanto realizzati magari con altri vitigni o con tagli o uvaggi, in modo da completare ulteriormente il panorama viticolo regionale.
Una occasione unica ed irripetibile quindi per approfondire la conoscenza di tutti i territori regionali, delle nostre grandi eccellenze vitivinicole, e di come questi due elementi si influenzino a vicenda: passione e rispetto per la propria terra, approfondimento ed analisi ma anche piacere e convivialità…
E ancora, ogni giorno si terranno laboratori accessibili su prenotazione e ad un numero limitato di persone, in cui si potranno fare approfondite esperienze di degustazione nonché di abbinamento cibo/vino.
In particolare, sabato 05 marzo, si terrà il seminario “Vulcanico Aglianico” a cura dell’enologo Vincenzo Mercurio, ed il seminario “Falanghina del Sannio e Falanghina dei Campi Flegrei a confronto” a cura dell’AIS Salerno in collaborazione con il “Sannio Consorzio Tutela Vini”.
E ancora due cooking show – domenica 06 marzo – chef Lorenzo Principe dell’Osteria Famiglia Principe 1968 di Nocera Superiore (SA), Gerardo e Mafalda Figliolia della Pignata di Bracigliano (SA), Giulio Coppola – La Galleria di Gragnano (NA), Philly D’Uva di Pagani (SA) – con abbinamento cibo/vino grazie alla collaborazione con Marco Contursi – fiduciario della condotta Slowfood dell’Agro Nocerino Sarnese – ed alla giornalista Nunzia Gargano.
Ad impreziosire l’evento ci saranno una serie di incontri, chiamati “I Volti del Vino” in cui ci si potrà confrontare in maniera diretta con i produttori: ogni produttore che intende prendervi parte avrà a disposizione un proprio banco di assaggio esclusivo, in cui poter affrontare direttamente con gli avventori le tematiche del vino a livello più personale, permettendo di approfondire l’identità, le problematiche e la filosofia di produzione.
Non mancherà una zona food con i formaggi di Paolo Amato del Caseificio Aurora di Sant’Egidio del Monte Albino (SA) ed i salumi irpini della macelleria “Le carni irpine” di Mario Laurino da San Michele di Serino (AV). Inoltre, il Biscottificio Calabrese di Bracigliano (SA) offrirà in degustazione lungo il percorso i propri prodotti.
Forte del successo degli anni scorsi, sarà allestito un salotto per degustare ed abbinare ai vini i sigari a cura del club “Amici del Toscano”.
Vista la prossimità della Santa Pasqua saranno presenti per far degustare i loro prodotti pasquali, Edoardo Palma della Pasticceria Palma di Trivio di Castel San Giorgio (SA), Giuseppe e Pasquale Bevilacqua della Pasticceria MammaGrazia di Nocera Superiore (SA) ed il pluripremiato Mastro Dolciere Alfonso Pepe di Sant’Egidio del Monte Albino. Inoltre si potranno degustare i liquori artigianali di Alma De Lux – artigiani del gusto.
Il ProfAgri Salerno, l’unica scuola professionale in Campania dedicata interamente all’agricoltura, sarà presente all’evento facendo degustare il fiano prodotto all’interno della propria azienda agraria: il CAPOCLASSE.
Ad affiancare l’evento, lungo il percorso di degustazione, sarà allestita la personale dell’artista Valentina De Virgilio.
Oltre 1000 le persone presenti, 120 diverse etichette e 21 produttori presenti ai “volti del vino”, questi sono i numeri che nella 2 giorni dello scorso anno hanno animato le sale della Villa: un dato di partenza confortante, per puntare a risultati ancora migliori in questa edizione!

Programma della Manifestazione
Sabato 5 Marzo 2016
Ore 17.00:
Apertura del Palazzo Calvanese con accesso ai grandi banchi di degustazione vino, ognuno dedicato ai principali vitigni campani. Presso ogni banco un sommelier professionista AIS fornirà un supporto didattico completo alle persone che si approcceranno all’assaggio.
Ore 17.30:
Apertura dei banchi di assaggio di prodotti tipici.
Dalle ore 18.30:
Incontri con “I Volti del Vino”: sarà possibile incontrare di persona i produttori che prendono parte alla manifestazione e fare assaggi guidati dei loro prodotti.
Ore 19.00:
Laboratorio “Vulcanico Aglianico” –
a cura dell’enologo Vincenzo Mercurio
Ore 20.30:
Laboratorio “Falanghina del Sannio e Falanghina dei Campi Flegrei a confronto”
a cura dell’AIS delegazioneSalerno in collaborazione con il “Sannio Consorzio Tutela Vini”
Ore 23.30:
Chiusura della prima giornata della manifestazione.

Domenica 6 Marzo 2016
Ore 17.00:
Apertura del Palazzo Calvanese con accesso ai grandi banchi di degustazione vino, ognuno dedicato ai principali vitigni campani. Presso ogni banco un sommelier professionista AIS fornirà un supporto didattico completo alle persone che si approcceranno all’assaggio.
Ore 17.30:
Apertura dei banchi di assaggio di prodotti tipici.
Dalle ore 18.30:
Incontri con “I Volti del Vino”: sarà possibile incontrare di persona i produttori che prendono parte alla manifestazione e fare assaggi guidati dei loro prodotti;
Ore 19.00:
Cooking show con abbinamento cibo/vino (sala convegni).
chef:
Giulio Coppola – La Galleria di Gragnano (NA) con baccalà arrecanato.
Gerardo e Mafalda Figliolia della Pignata di Bracigliano (SA) con involtini di verza su fonduta e biscotto integrale.
A cura della AIS delegazione Salerno – conduce la giornalista Nunzia Gargano.
Ore 20.00:
Cooking show con abbinamento cibo/vino (sala convegni).
chef:
Lorenzo Principe di famiglia Principe 1968 di Nocera Superiore (SA) con ti friggo…sasicc e friariell.
Philly D’Uva di Pagani (SA) con spaghetti sciuè sciuè.
A cura della AIS delegazione Salerno – conduce Marco Contursi, fiduciario della condotta Slowfood dell’Agro Nocerino Sarnese.
Ore 23.00:
Chiusura della manifestazione e saluti per la prossima edizione.

Condizioni d’ingresso:
Ingresso + tracolla e bicchiere e degustazioni vino illimitate: 10,00 €
Solo ingresso senza degustazioni vino: 3,00 €
Ingresso + tracolla e bicchiere + laboratorio: 13,00 €
Laboratorio aggiuntivo: 3,00 €

Per info e prenotazioni scrivere a sommeliersalerno@tiscali.it.
Per i laboratori di degustazione ed abbinamento occorre obbligatoriamente indicare nella mail il numero ed il nome dei prenotati, onde evitare spiacevoli situazioni dovute ad overbooking.
Il solo ingresso alla manifestazione non dà diritto alle degustazioni vino.

Cippitelli: la pizza che fa venire la voglia…

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A volte incontri persone che ti sembra di conoscere da sempre. È quanto è capitato a me con Luigi Cippitelli. 34 anni, giovane, volenteroso, appassionato.

In verità, la prima volta l’ho incontrato dal mio amicone Luciano Bifulco mentre ero in “Braceria” per uno dei tanti numerosi progetti condivisi. Già allora mi invitò nella sua pizzeria ubicata in via Astalonga a San Giuseppe Vesuviano ai confini con il comune di Ottaviano.

Per la ritrosia che mi contraddistingue quando mi imbatto in nuove realtà, da quell’incontro è passato un annetto.

Quale occasione migliore per passare da Luigi se non quella di assaggiare la prima pizza del 2016!

Sono andata a trovarlo giovedì 5 gennaio scorso. Appena varcato l’ingresso, mi sono subito sentita a casa perché ho rincontrato Gianfelice Iervolino, addetto alla sala, che mi ha accolto con tanto affetto.

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Con Luigi c’è anche il fratello Marco, 28 anni, ma ugualmente entusiasta. È gradevole guardare i due fratelli che lavorano sotto lo sguardo vigile e affettuoso di papà Vincenzo.

È inutile scrivere che la pizzeria è piena e, nonostante questo dato, il servizio è svolto in maniera ordinata rispettando i tempi di attesa.

Chi mi conosce bene, sa che sono un’appassionata e che preferisco la pizza anche a una cena stellata. Sarà perché di solito in questi posti ci vanno soprattutto i giovani!?

E così incomincia la degustazione delle pizze “made in Cippitelli”. Sinceramente, anche prima dell’assaggio, sono sicura del gusto perché prima di me ci sono stati i miei amici Matilde e Ciro, soddisfattissimi dell’avventura e della scelta.

Non si può fare alcun appunto. La margherita è perfetta, ma non si può evitare di assaggiare qualcuna delle invitanti altre presenti in menu.

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Al via la sfilata golosa: la gratin blue (fior di latte dei Monti Lattari, erborinato gratin blue, pancia arrotolata arrosto, erbe provenzali);

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la cetarese (provola di latte potentino, datterino giallo, colatura di alici e acciughe di Cetara, cipolla di Alife essiccata al vin cotto, erbe provenzali).

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Due pizze che meritano approvazione. La conferma ulteriore arriva con la pizza fritta nella versione ripiena con salsiccia di maialino nero casertano.

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Di così buona ne ho assaggiata solo un’altra, quella di “Famiglia Principe 1968”.

A questo punto è chiara anche la scelta del nome del locale “Voglia di pizza”… che poi non ti abbandona mai, andrebbe aggiunto. Il motivo? La maestria con cui Luigi riesce a equilibrare e armonizzare ingredienti che chiunque avrebbe timore ad abbinare. L’altro “chef” a cui da sempre riconosco questo merito è Gianfranco Iervolino.

Il segreto per queste pizze, che lasciano andare il palato in tripudio, è da ricercare nell’alta qualità degli ingredienti selezionati. Basta guardare un attimo all’angolo dei prodotti collocati in dispensa: presidi Slow Food, ma anche una ricca selezione di eccellenze ignota ai più.

Con queste premesse, si può proseguire con la vitelotte (ricotta di fuscella con latte Nobile, cotto San Giovanni, patata viola, mozzarella di bufala Dop, provolone del Monaco).

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Non si può evitare di addentare una fetta della “pizza del territorio”,

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omaggio all’Agro Vesuviano (piennolo del Vesuvio Dop, mozzarella di bufala campana Dop, lonzarda di maialino nero casertano, caciocavallo di bufala, olio extravergine di oliva Villa Dora). Luigi invita anche a mettere da parte gli stereotipi e a provare la sua wurstel e patatine perché non è come tutte le altre.

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Infatti i wurstel utilizzati sono quelli di un’azienda di nicchia che utilizza solo carni pregiate per realizzarle. In un attimo sfumano eventuali polemiche dei puristi.

Non poteva mancare il colpo di grazia per garantire l’ultimo apporto calorico decisivo: i bon bon fritti ricoperti di zucchero e cioccolato.

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La serata è finita. Vado via con l’impegno di ritornare al più presto per assaggiare tutto quello che non sono riuscita a provare!

Per info

Voglia di Pizza (Luigi Cippitelli), via Astalonga, 33 – San Giuseppe Vesuviano (Na)

Tel. 0815295302 – Mob. 3346121525

C’era una volta ‘A ‘nzalata ‘e pummarola “cafona”

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In attesa della riapertura di martedì prossimo, dopo le ferie autunnali, ecco a voi il “Finger Agro” realizzato da “Famiglia Principe 1968” (mamma Rosanna, papà Vincenzo, Lorenzo e Antonella) per la seconda edizione di “Ritratti di Territorio” il 23 settembre scorso.

Agostino Scarpa

Agostino Scarpa

Briciole di tarallo con melanzane e San Marzano della Carrara d’Amora

in ricordo della ‘nzalat’ e pummarol’ “cafona”

Finger Agro realizzato per “Ritratti di Territorio” dalla “famiglia Principe 1968”

Ingredienti per 4 finger

100 g di tarallo macinato

100 g di salsiccione scottato e sbriciolato

150 g di melanzane

200 g di pomodoro San Marzano Dop

50 g di provola affumicata

50 g di olio extravergine di oliva.

Munitevi di 4 finger, tagliate le melanzane a tocchetti e friggetele in abbondante olio. In un pentolino scottate il pomodoro e cuocete per cinque minuti a fuoco lento. Una volta pronto, emulsionate con un frullatore a immersione e aggiungete olio extravergine di oliva.

Per l’allestimento, iniziate con il tarallo macinato, poi il pomodoro San Marzano, a seguire le melanzane, il salsiccione ed infine la provola.

Foto di Mariana Silvana Dedu