Ad Agerola Maresca racconta la misera ricchezza del clan dei casalesi

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Sarà presentato domani mattina, alle 9.30, presso il centro polifunzionale Mons. Andrea Gallo, il libro di Catello Maresca, Male Capitale, edito da Giapeto editore. Un importante avvenimento per discutere di legalità con chi combatte la criminalità ogni giorno.

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Pompei: da “Zaira” lo spirito dei Monti Lattari

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Da sx: Maurizio e Giuseppe Di Ruocco

Qualche settimana fa, i miei amici colleghi mi hanno invitata in un posto a me sconosciuto. Per la stima e l’amicizia che ci lega, ho accettato a occhi chiusi. E mi sono ritrovata in via Bartolo Longo a Pompei, al “Ristorante Zaira”. Perché qui?

Maurizio Di Ruocco è stato un allievo della sede di Agerola dell’Ipseoa “R. Viviani” e da qualche anno ha incominciato quest’avventura insieme al fratello Giuseppe.

Il posto è molto suggestivo, curato, con la selezione degli ingredienti in bella vista per rassicurare subito il cliente. Maurizio e Giuseppe sono ragazzi preparatissimi. Ti spiegano ogni pietanza. Non si sottraggono al confronto e adorano chiacchierare. Ci tenevano tantissimo a questa visita dei loro ex docenti, a cui gentilmente mi hanno aggregata, tanto che sono stati aperti di martedì, giorno di chiusura.

Ci accolgono con tanta educazione e ci fanno accomodare. Quello che mi ha colpito e mi è rimasto impresso oltre all’energia di questi ragazzi, è stata la loro capacità di autoeleggersi difensori del proprio territorio che non è quello vesuviano, come si sarebbe portati a credere, ma quello degli accoglienti Monti Lattari che quotidianamente portano a tavola, dopo una ragionata selezione di produttori e artigiani.

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Gragnano è la perla del loro cuore e, in particolar modo, la zona di Castello, un’oasi felice dove ci sono ancora verde e diverse coltivazioni. Così si scopre che il nome Zaira non è stato scelto da loro, ma dopo il rilevamento del locale hanno deciso di lasciarlo immutato. Mi era sembrato troppo esotico per due persone che si identificano completamente con il luogo che gli ha dato i natali e dove tuttora vivono consapevolmente. A partire dal vino, la “Terra del Gragnano” delle Cantine Iovine di Pimonte.

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Grazie a loro scopro nuove realtà produttive: l’olio extravergine di oliva Dop della Penisola Sorrentina, “l’Arcangelo”.

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I taglieri di formaggi e salumi meritano veramente una menzione speciale accompagnati da una selezione di marmellate:

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pecorino alla zafferano di Furore stagionato 4 mesi (Azienda “La volpe pescatrice”); la canestrata sorrentina; il caprino primosale all’arancia; il provolone del Monaco stagionato 9 mesi; il caciocavallo affumicato dei Monti Lattari stagionato più di 6 mesi; il caciocavallo podolico con più di 30 mesi di stagionatura; il pecorino piccante dei Monti Lattari (cru semistagionato);

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la caciotta vaccina primo sale al pistacchio di Bronte; la ricotta di bufala; la ricotta di pecora dei Monti Lattari.

Non mancano il fior di latte

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e la provola affumicata. Sul fior di latte va fatto un discorso a parte perché non è quello agerolese, come si sarebbe portati a credere, ma una lavorazione diversa a base di latte Nobile che ricorda molto quello della mozzarella di bufala. Stesso discorso per i pecorini: acquistano latte di un solo pascolo che poi fanno lavorare allo stesso caseificio per ottenere anche caciotta con una stagionatura minima di due mesi.

Un discorso a parte meritano anche gli affettati realmente artigianali perché un loro cugino ha un piccolo allevamento e alimenta i capi soprattutto con castagne e ghiande. Ottima la bresaola: una charolaise, sempre allevata localmente.

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Il menu non è stato caratterizzato solo da antipasti, ma per parlare delle altre pietanze è il caso di lasciare spazio a un altro articolo.

Certo è che la fantasia realmente non manca a Maurizio e Giuseppe, come la competenza e l’intraprendenza. La loro scelta è la conferma di quanto possono realizzare i giovani con idee chiare che vivono un rapporto virtuoso con le loro zone, senza imitare chi comodamente è abituato a lamentarsi senza dare il proprio corso agli eventi.

Per info

Zaira Ristorante – via Bartolo Longo, 5 – Pompei (Na)

Tel. 08119716829

Tarallucci e vino: partenza pirotecnica

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Sold out per la prima della diciannovesima edizione di “Scenari pagani”, la rassegna di “Casa Babylon Teatro” di cui è direttore artistico Nicolantonio Napoli. Una straordinaria Nunzia Schiano in “Fémmene” con testi di Myriam Lattanzio di cui si è ascoltata la splendida voce e di “Nostra Signora dei friarielli” di Anna Mazza con Francesco Ponzo alla chitarra e Roberto Giangrande al contrabbasso con la regia di Niko Mucci.

Alto gradimento anche per “Tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo a cura di Ritratti di territorio, giunto alla seconda edizione. L’azienda vinicola Santacosta di Torrecuso (Bn) dei fratelli Pagano anche quest’anno non ha fatto mancare il suo appoggio, come sempre quando c’è da dare appoggio alle iniziative nobili.

I Monti Lattari sono stati i protagonisti assoluti della serata. A partire dai tarallucci del Panificio Malafronte di Gragnano.

Da Lettere, invece, il ristorante “Nonna Giulia” di Alfonsina Longobardi con lo chef Gennaro, suo fratello, e Lucia Cuomo, Catello Romano Ciro Vicinanza, gli stagisti dell’Ipseoa “R. Viviani” della sede coordinata di Agerola, hanno collaborato con passione alla riuscita della serata mettendosi in gioco in prima persona. Tanti complimenti sono arrivati alla loro pastiera di maccheroni. E l’energica Alfonsina non ha esitato a mescere il vino agli spettatori.

Sempre da Lettere ha allietato il palato il panettiello, ovvero il casatiello secondo Filippo Cascone dell’omonimo panificio.

Se chi ben comincia è a metà dell’opera, si preannuncia una diciannovesima edizione di “Scenari pagani” realmente pirotecnica.

Foto Barbara Ruggiero

Campania e Piemonte unite per il buongusto

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Le ricette dell’amicizia. Questo il titolo del libro che sarà presentato domani sera, alle 19, presso il centro polifunzionale “Mons. Andrea Gallo” di Agerola. Il volume è frutto del gemellaggio tra il comune dei Lattari e quello piemontese di San Salvatore Monferrato. Il ricettario, infatti, è una testimonianza dei piatti della tradizione delle due realtà. L’aspetto più simpatico della pubblicazione è aver chiamato tutti a raccolta per scrivere le pietanze tipiche e rivisitate. Di buona lena, hanno redatto le ricette sindaci, massaie, parroci e chiunque volesse dare il proprio contributo a quello che nel sottotitolo è definito “Diario di sentimenti e di cucina fra San Salvatore Monferrato e Agerola alla scoperta del buongusto”.

Nel corso della serata, inoltre, sarà conferito il premio “Andrea Buonocore” agli allevatori particolarmente distintisi nella tutela e salvaguardia del bovino di razza agerolese. Nello stesso tempo, ci sarà il conferimento del marchio De.Co (Denominazione comunale) per i salumi, i pomodori e la pera pennata di Agerola.

Seml: una missione lunga 25 anni

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Passione, emozione, collaborazione sono stati questi gli ingredienti vincenti di “25 anni di storia”, l’evento nato per festeggiare il quarto di secolo dell’associazione cuochi “Seml Stabiese Equana Monti Lattari” presieduta dallo chef pasticciere Antonio Cascone. Mercoledì scorso presso il ristorante “La Costiera” in via Sassola a Sant’Antonio Abate i soci del sodalizio hanno partecipato a una kermesse fuori dal comune. Un plauso alla famiglia Nastro e al capostipite Giuseppe che ha aperto le porte della propria struttura per accogliere gli ospiti.

L’intera organizzazione è stata costruita nel nome di un ricordo fondamentale e indelebile: quello di Carlo Palmigiano, primo presidente di Seml, in memoria del quale ancora oggi si cerca di agire senza perdere mai di vista la tutela e la formazione della categoria.

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È grazie a lui se l’attuale direttivo composto oltre che da Cascone e dal presidente onorario Ettore di Giulio, dal vicepresidente Aniello Somma, dal tesoriere Luigi Malafronte, dal segretario Luigi Nastro, dai consiglieri Antonio Tecchia, Salvatore Vicedomini e Benedetto Castellano, continua a impegnarsi per un mestiere che è innanzitutto devozione e sacrificio alla cucina.

Tutti i partecipanti si sono resi conto delle enormi potenzialità di un territorio attraverso le sue eccellenze professionali e gastronomiche. Un plauso va soprattutto a Giuseppina Principe e Armando Izzo, dirigenti scolastici rispettivamente dell’IPSEOA “R. Viviani” di Castellammare di Stabia e del “F. De Gennaro” di Vico Equense che hanno coinvolti i propri alunni per il supporto alle attività di sala e di cucina legate all’evento.

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Inoltre le delegazioni campane dell’URCC (Unione Regionali Cuochi Campani) hanno portato il proprio contributo affettivo.

Anche i palati si sono emozionati quando si è avviata la declinazione del menu studiato nei minimi particolari per incontrare il gusto di tutti.

D’altronde le premesse c’erano tutte: a partire dal team manager dello staff di cucina, Antonio Tecchia, un nome che non ha bisogno di presentazioni.

I volti entusiasti e compiaciuti sono diventati sempre di più a partire dall’aperitivo, curato nei minimi particolari dallo chef Aniello Somma, appassionato di finger food e di pietanze rispettose degli equilibri dei singoli prodotti di cui sono composti.

Aniello Somma

Aniello Somma

Sono così sfilati il panino nero con spigola marinata e salsa di ricci;

Panino nero con spigola marinata e tartufo

Panino nero con spigola marinata e salsa di ricci

il rotolo di pane con mortadella, tartufo e insalatina; il cubetto di tonno croccante su spuma di fagiolo; il lombetto di agnello con passata di patata e schiuma di birra; la montanarina con baccalà e fichi secchi;

Monatanarina con baccalà e fichi secchi

Monatanarina con baccalà e fichi secchi

il calzoncino con scarola, uvetta e noci.

Una volta a tavola, protagonista dell’antipasto è stata la zuppetta di trippa, crostacei e guanciale con pan biscotto di Agerola, olio profumato e cialdina al mais a opera dallo chef Massimo Matarese

Zappetta di trippa

Zuppetta di trippa, crostacei e guanciale con pan biscotto di Agerola, olio profumato e cialdina al mais

e del giovane Vincenzo Federico, anche mastro fornaio della serata.

I pani

I pani

Luigi Nastro, chef residente, invece, si è esibito con gli spaghettoni con tocchetti di alici, pomodorino candito, mollica di semulella croccante, insalatina riccia all’olio e aglio, julienne di calamari veraci.

Spaghettoni

Spaghettoni con tocchetti di alici, pomodorino condito, mollica di semulella croccante, insaltina riccia e julienne di calamari veraci

Il fusillone allo stracotto di manzo mantecato con olive nere, noci e salsa di bufala è stata la creazione di Benedetto Castellano, sempre in prima linea quando c’è da conquistare i palati.

Fusillone allo stracotto

Fusillone allo stracotto di manzo mantecato con olive nere, noci e salsa di bufala

Interessante e ben strutturato il rettangolo di maialino nero cotto a bassa temperatura alternato con verdure e patate in tempura di birra su salsa agrodolce accompagnato dalla caponatina in agrodolce, realizzato con cura e maestria dagli chef Luigi Malafronte e Salvatore Vicedomini, un sodalizio professionale vincente.

Rettangolo di maialino nero

Rettangolo di maialino nero cotto a bassa temperatura alternato con verdure e patate in tempura di birra su salsa agrodolce e la caponatina in agrodolce

Degna conclusione di una cena gustosa e raffinata è stato il piccolo cilindro di cioccolato con variazioni di mousse e cremoso, frutta del sottobosco e salsa al rum a cui si sono dedicati gli chef Ivan Nastro e Carlo Starace.

Piccolo cilindro di cioccolato

Piccolo cilindro di cioccolato con variazioni di mousse e cremoso, frutta del sottobosco e salsa al rum.

Il vino dei Feudi di San Gregorio è stato degno di compagno di viaggio di un momento che ha segnato un traguardo storico dell’associazione Seml che ha dato appuntamento alle nozze d’argento.

Foto di Mariana Silvana Dedu