Elogio del fumo lento: la scelta di Silvana Ruggiero e Vanni Trapani

bouzy3

Silvana Ruggiero

Ho un debole per le pasionarie. Sono persone vere, coraggiose, intolleranti. Ogni volta che ne incontro qualcuna non riesco a rimanere indifferente. Nell’ultimo periodo ne ho conosciuta più di una. Ognuna con una storia diversa. Sempre interessanti. Sognatrici e concrete allo stesso tempo.

Sono quasi adepte inconsapevoli di un microcircolo culturale senza fissa dimora per il proprio cosmopolitismo. Queste donne sono cittadine del mondo a prescindere dal luogo in cui operano.

Sembra un po’ la mia descrizione, ma negli ultimi tempi ho scoperto tante come me. Basta un solo nome.

Luisa Matarese, la pasionaria di Alma De Lux, la mia alchimista preferita. O ancora Maria Vittoria Casolaro che quotidianamente si impegna per tenere vivo il nome di un’azienda che non esita a rinnovarsi per offrire sempre il meglio a chi la sceglie.

clzbqq

 

Oggi però i riflettori si accendono su Silvana Ruggiero degli omonimi tabacchi di Corso Umberto I 206 a Torre Annunziata.

0h11f31

Originaria di San Martino Valle Caudina, insieme ai genitori si innamorò di questa città sul mare. La sente sua, sebbene dorma a un paio di chilometri di distanza. Quando la incontro è il mercoledì santo. Con me c’è Luisa, trascorriamo un’ora a chiacchierare come se ci conoscessimo da sempre. E così, in poco tempo, comprendi quanta passione può esserci anche in quello che i più etichettano come un “sale & tabacchi”.

27oujg

Da sx: Silvana, io e Luisa Matarese

Il luogo del cuore di Silvana è anche questo, ma soprattutto tutt’altro. D’altronde è una donna che lascia il segno e non trascura nulla. Si è sposata giovanissima con Elio Trapani, si è dedicata ai genitori, ha cresciuto i figli, infine, è diventata nonna grazie a Erika. A un certo punto, complice la scelta del figlio Vanni di lasciare l’università, ha impresso la svolta definitiva all’attività di famiglia. Così i “Tabacchi Ruggiero” sono diventati una tappa imprescindibile non solo nella zona per gli appassionati di sigari.

qb9i3f1

Silvana e il figlio Vanni Trapani

L’elogio del fumo lento: potrebbe essere il nuovo titolo della collana di Tullio Pironti Editore. Chi sceglie di fumare il sigaro ha già un profilo diverso dal fumatore di sigarette. È innanzitutto una persona contemplativa, che rifiuta i frenetici ritmi che la società ipertecnologica ci impone. Ognuno rivada con la mente alle immagini di politici, scrittori, filosofi, artisti che spesso vi si accompagnano. Non è un caso se molto spesso sia il “vizio” delle menti più eccelse.

a3mgob1

Silvana e Vanni sono veramente straordinari. Coccolano ogni singolo cliente che varca la soglia del loro negozio. Li ascoltano, si informano sulla loro vita ed esaudiscono i loro desideri.

dlg1hs

Infatti, un motivo ci sarà se ormai non c’è evento in zona che non veda il loro coinvolgimento. Silvana è un’eccezionale organizzatrice. Vanni è un giovane da prendere esempio. Ha scelto la tradizione familiare, imprimendole nuova linfa. E solo grazie a queste felici intuizioni se i “Tabacchi Ruggiero” sono sempre più apprezzati da fumatori e non.

Queste sono le storie da prendere a esempio e testimoniano delle potenzialità di un Sud che non è secondo a nessuno. Saluto Vanni e Silvana con il sorriso sulle labbra perché orgogliosamente mi confidano che da qualche anno Torre Annunziata sta rinascendo da vari punti di vista, soprattutto nel cuore dei suoi cittadini.

Maria Vittoria Casolaro: storia di un “jewels” di famiglia

Ho conosciuto Maria Vittoria. Da poco eravamo amiche su Facebook, ma grazie alla mia amica Luisa Matarese, l’alchimista di Alma De Lux, sono riuscita a incontrarla. Da lei e dall’azienda che rappresenta (Casolaro Hotellerie) ero stata incuriosita per la dinamicità. Sempre sorridente, tranquilla, elegante, ha un tono di voce rassicurante. Ti accoglie con la sua cortesia e incomincia a chiacchierare. Senza canovaccio, come due vecchie amiche. Anzi, tre. Perché senza la nostra “Cicerone”, Luisa, questa conoscenza non ci sarebbe stata. E proprio lei ha omaggiato Maria Vittoria con una sua creazione special edition.

dm5le8

Che dire? Sono proprio gli incontri inaspettati quelli che lasciano il segno.

È così un’ora trascorre come se ci si fosse viste da cinque minuti. D’altronde, quando c’è feeling, si diventa complici e ci si confronta anche sulle proprie concezioni del mondo.

8lr6yl

Da sx: Paolo e Maria Vittoria Casolaro, Luisa Matarese e io

Maria Vittoria, come tutte le donne lavoratrici, è multitasking. È abituata a fare di tutto e di più. Ci incontriamo dieci minuti dopo l’orario fissato perché, prima di arrivare allo show room di Nola, ha accompagnato regolarmente le sue figlie a scuola, a Napoli, e si è poi trovata nel traffico. Normale prassi il mercoledì prepasquale.

E così prende il via il racconto della sua vita che si intreccia per certi versi alla mia. Ancora oggi che sto scrivendo queste righe, rimango incredula per aver conosciuto una delle protagoniste di Casollaro Hotellerie. Alla mente ritorna sempre la canzoncina dello spot trasmesso sulle tv napoletane negli anni ’80: “Casolaro, l’italiana hotellerie”.

Oggi Maria Vittoria con la sorella Nuna, amministratore delegato dell’azienda, il fratello Paolo e i cugini Adriano, Giuseppe e Monica continua il lavoro intrapreso qualche anno fa dai propri genitori, inizialmente dalla zona Doganella di Napoli. A Nola, invece, sono dal 1986, anno di apertura del Cis. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e tanti passi sono stati fatti, anche senza suo padre, che è mancato tanti anni fa.

Ma la nuova generazione dei Casolaro continua ad andare avanti con lo sguardo sempre rivolto alle richieste della propria affezionata clientela che li sceglie per serietà, professionalità e lunga tradizione commerciale.

an5h3k

Mentre sto per andare via soddisfatta di quest’insolita intervista, all’improvviso scopro che c’è una sorpresa per me.

t3aqrq

Maria Vittoria mi onora con il “Casolaro Jewels”,

lcmnvo

la forchetta bracciale, sua creazione.

IMG_9755

Un omaggio finora per pochi per il quale non finirò mai di ringraziare. Per me diventa un impegno ulteriore per far sempre meglio e non tralasciare mai etica e deontologia in campo enogastronomico.

Piennolo: Alma De Lux ha presentato ufficialmente l’ultima creazione a “tarallucci e vino”

IMG_8815

Tricolore del Vesuvio. Questa l’ultima intuizione di Luisa Matarese. L’alchimista di “Alma De Lux”, i liquori che conquistano, racchiusi in preziose ampolle che ricordano i profumi più preziosi. Ha scoperto questa passione e questa sapienza circa due anni fa. Da allora, crea continuamente e ricerca instancabilmente. Per affascinare i palati e per perfezionarsi in un’arte che sa di magico.

TRICOLORE

Così nelle ultime settimane, ha sperimentato alcune combinazioni per trovare quella giusta. È nato così il piennolo, liquore che racchiude lo spirito di un territorio. Conosciamolo meglio. È una preziosa alchimia di pomodorini del piennolo, basilico fresco e peperoncini rossi piccanti. Tre colori e altrettanti prodotti per racchiudere l’anima del Vesuvio in un bicchierino.

IMG_8603

Il piennolo è stato presentato ufficialmente sabato scorso a “tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo a cura di “Ritratti di Territorio” e “Scenari pagani”.

IMG_8600

Nel foyer dell’Auditorium S. Alfonso Maria de Liguori a Pagani, gli spettatori sono stati padrini e madrine di un battesimo tutto speciale.

IMG_8575

Di seguito, la ricetta dedicata soprattutto a chi coltiva la tradizione dei liquori domestici.

Piennolo

300 g di pomodorini del piennolo

200 g di basilico fresco

100 g di peperoncini piccanti

300 g di zucchero

1 l di alcool puro

1 l di acqua calda

Macerate insieme gli ingredienti nell’alcool puro.

Dopo un paio di mesi, far bollire l’acqua calda, spegnete e aggiungete lo zucchero; inserite l’alcool ormai macerato e scolato dagli ingredienti. Fatelo riposare per una settimana in bottiglie di vetro e poi consumate freddo.

Indimenticabile l’AperiSpettacolo per Leo Bassi

IMG_8600

Esilarante. Così può essere definito “tarallucci e vino”, l’AperiSpettacolo che precede ogni appuntamento di “Scenari pagani”. In perfetta sintonia con l’esibizione di Leo Bassi che ha incantato per più di un’ora grandi e piccini, sabato sera, si è assistito a un momento irripetibile.

Per l’occasione, la rassegna si è spostata all’Auditorium S. Alfonso Maria De Liguori nell’omonima piazza di Pagani. Così gli spettatori sono stati intrattenuti nel foyer dove si è svolto l’ormai imperdibile “tarallucci e vino”.
Protagonisti: alcuni dei migliori artigiani e produttori della Regione Campania.

Come per la prima edizione, i vini Santacosta del wine maker Giuseppe Pagano sono i compagni di viaggio della diciannovesima edizione di “Scenari pagani”.

vini

Altre presenze fisse dell’AperiSpettacolo 2016 sono i tarallucci del Panificio Malafronte di Gragnano

IMG_8583

e il “panettiello”

IMG_8577

del Panificio Cascone di Lettere.

IMG_8576

A loro si sono aggiunti e integrati l’osteria “La Pignata” di Bracigliano, animata sempre da Gerardo Figliolia e Mafalda Amabile.

IMG_8581

La loro pizza rustica ha riscosso l’entusiasmo di tutti.

IMG_8582

Molto gradita anche la pastiera lievitata del maestro pasticciere Alfonso Pepe,

IMG_8587

sapientemente illustrata dall’infaticabile Carolina Ferraioli.

IMG_8586

Una menzione speciale va a Luisa Matarese, l’alchimista di “Alma De Lux”.

IMG_8574

In onore di “Ritratti di Territorio” e “tarallucci e vino” ha presentato ufficialmente la sua ultima creazione: il “Tricolore del Vesuvio”.

IMG_8575

Una serata pirotecnica che sicuramente si imprimerà indelebile nella memoria di tutti.

Scenari pagani: “Tarallucci e vino” per Leo Bassi al Teatro Sant’Alfonso

IMG_8478

BOB Best of Bassi”: questo lo spettacolo in cartellone per la terza serata di “Scenari pagani” sabato 27 febbraio 2016 alle ore 21,00. Solo per questa serata, la rassegna organizzata da Casa Babylon Teatro, con la direzione artistica di Nicolantonio Napoli, trasloca al Teatro Sant’Alfonso di Pagani (SA). 

IMG_8374

Cambia la location ma non cambia la formula dell’abbinamento alla promozione dei presidi del gusto campano. Nel foyer del massimo cittadino andrà di scena il consueto prologo enogastronomico , con l’AperiSpettacolo “Tarallucci e Vino” organizzato in collaborazione con “Ritratti di Territorio” guidato dalla giornalista Nunzia Gargano. Il percorso di scoperta delle eccellenze del panorama enogastronomico campano cala pezzi da 90 per accompagnare la serata di caratura internazionale della rassegna: Pepe Maestro Dolciere di Sant’Egidio del Monte Albino (SA) con il meglio della sua produzione artigianale; i sapori della cucina tradizionale dell’Agro Nocerino Sarnese irrompono con l’Osteria la Pignata di Bracigliano, mentre si segnala come new entry Alma De Lux  di San Giorgio a Cremano (NA), con i liquori della maestra liquoraia   Luisa Matarese. Tornano i vini dell’azienda Santacosta di Torrecuso (BN) abbinati ai tarallucci del centenario panificio Malafronte di Gragnano (NA); il “panettiello” del rinomato panificio Cascone di Lettere(NA). 

“BOB Best Of Bassi”, che conferma anche per la diciannovesima edizione della rassegna “Scenari pagani” la scelta di dedicare una serata ad un grande artista del mondo circense, è un viaggio dirompente ed irriverente attraverso momenti salienti della sua carriera, riproponendo i pezzi più celebri del suo repertorio artistico e regalando le sue ultime invenzioni. Un’occasione unica per scoprire e riscoprire uno dei più grandi maestri dello spettacolo dal vivo della nostra epoca.  

 

Lettere: Marco Del Sorbo inaugura “Tappe di Gusto” da “Nonna Giulia”

IMG_7791

Inaugurato il ciclo “Tappe di gusto”. Cena a quattro mani sabato scorso presso il ristorante “Nonna Giulia” di Lettere. Gennaro Longobardi, chef residente e Marco Del Sorbo, giovane chef che non ha più bisogno di presentazioni, si sono cimentati con un menu dai sapori tradizionali coniugati con un buon senso estetico.

Interpretare i Monti Lattari in un piatto: questa la mission di Alfonsina Longobardi che da quando, qualche anno fa, è partita con la prima edizione di “Cenando Sotto Un Cielo Diverso” sta rivoltando il territorio come fosse un calzino.

Una serata interessante dove si è assistito al confronto tra diverse eccellenze campane.

E così, dopo il buon cestino di pane del “Panificio Cascone” di Lettere, ha avviato la sfilata dei piatti il muscolo di vitello cotto a bassa temperatura e paté dello stesso in sfera di balsamico con mostarda di rapa rossa.

IMG_7793

Suggestivi i mezzi paccheri con salsiccia e friarielli,

IMG_7796

seguiti da un altro primo ugualmente interessante: il raviolo ripieno di porcini e patate.

IMG_7799

Originale, ma nel nome della tradizione, il secondo piatto: la gallina.

IMG_7800

Degno compagno di viaggio è stato il “Piedirosso Pompeiano” delle Cantine Iovine, rappresentate per l’occasione dall’infaticabile Raffaele.

IMG_7794

Dulcis in fundo, la torta di gallette rivisitata con una crema allo zenzero.

IMG_7807

Hanno riscosso il gradimento dei commensali i liquori “Alma De Lux”,

IMG_7810

le preziose creazioni alcooliche di Luisa Matarese. La liquirizia, il peperoncino,

IMG_7814

la lavanda sono stati la degna conclusione di una serata indimenticabile.

IMG_7815

La prossima “Tappa di Gusto” invece si fermerà da Nonna Giulia domenica in occasione della festa degli innamorati.

Alma De Lux: l’eau de alcol di Luisa Matarese

di Maria Pepe

IMG_7927

Nelle epoche lontane delle corti, seguendo intricati percorsi di regine ed amanti, lenti ma costanti, strane acque dai gradevoli odori si insinuavano tra il nobile popolo delle vostre maestà. Una storia questa che erroneamente si pensa partire dalla “noble France”. Ciclica è la storia, e come tutte o quasi tutte le artistiche, raffinate e belle invenzioni, il viaggio parte dall’Italia, a Firenze così come a Venezia, nei laboratori “alchemici” di essenze distillate, dei Domenicani di Santa Maria Novella (Firenze) e dei Carmelitani scalzi (Venezia), il mondo scopriva i profumi, ore, ore e ancora ore di lunga e paziente macerazione, di agrumi, muschio e poi, con l’avvento delle Americhe, delle più svariate spezie (vaniglia, zafferano), fragranze inebrianti e fatte ad personam, utilizzate per celare o evidenziare la propria personalità, conquistavano incessanti il cuore dei raffinati… fu la conquista del cuore di Caterina, che cambiò Teatro e accadimenti. Caterina Dei Medici, promessa sposa di Enrico II Duca d’Orleans, figlio del re di Francia Francesco I, giunse a Versailles con la sua personale “Acqua della Regina” e con Renato Bianco (suo profumiere e ideatore del suddetto profumo) da tutti poi ribattezzato Renè le Florentin, fu quello il giorno del cambiamento. La Francia scoprì i profumi e di lì a poco avrebbe soffiato il primato agli Italiani che però restavano i migliori “alchimisti profumati” di sempre prova tangibile, l’Acqua Mirabilis (nome originale dell’acqua di colonia) inventata a Colonia nel 1693 da Giovanni Paolo Feminis. Gli anni sono passati, i misteriosi e affascinanti laboratori sono scomparsi, il profumo è ormai un’ industria ben oleata, tutto sembra destinato ad abbandonare il sogno, tutto sembra ma… non è… A San Giorgio a Cremanno, in un piccolo laboratorio, segreto, nascosto agli echi illusori del progresso, una donna gentile, dal garbo e movenze di un tempo che fu, si muove tra vere e proprie pozioni, formule sconosciute, di cui nessuno conosce la giusta composizione, vivono e fermentano nelle sue magiche ampolle fino a quando, giunte a “maturazione”, lasciano i vetri del laboratorio e finiscono in bottiglie dai ritagli antichi ed eleganti, quelle bottiglie che maestose sormontavano sulle specchiere delle più imponenti regine, profumi dunque?

11999802_1031413370236138_302320897258238117_o

Sì, ma per “l’Alma” e quale è il modo migliore di giungervi? La gola, ingresso principale dello stomaco dove l’anima, secondo gli antichi, risiede. Luisa Matarese, ideologica discendente, dei “profumieri alchimisti”, ha ripreso ciò che il tempo ha perduto ed ha con la sua “Alma De Lux” restituito le avvolgenti essenze, che forti profumavano la vita. Vasta e sempre in crescita la sua linea di “eau d’alcool”, liquori dove è il profumo che detta le regole, sensuali e intriganti come quello al peperoncino e zenzero, freschi e delicati come quelli alla lavanda e al finocchietto oppure intensi e strong come quello alla liquirizia, ogni personalità ritrova se stessa nei “distillati colorati” (ognuno ha nel rispetto degli elementi che contiene la colorazione degli stessi) di Luisa che da brava artigiana “del tempo delle corti”, dà ai suoi liquori, gusto, colore, bellezza, eleganza, e… “Fragranza”.

Foto Mariano Lauro