Il Piedirosso del Vesuvio alle Cantine Sorrentino

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Mercoledì 20 aprile alle ore 16 la famiglia Sorrentino presso l’azienda a Boscotrecase presenta il proprio studio mirato alla valorizzazione del piedirosso del Vesuvio, vino che sta avendo un notevole riscontro in questo periodo in quanto ben si adatta alla cucina leggera che sempre più gli chef amano proporre. In quest’area le piante sono a piede franco, grazie al suolo vulcanico che caratterizza moltissimo sia l’espressività dell’uva che del vino. La lunga ricerca condotta dal team Sorrentino, del quale Benny è enologa, è volto ad esaltare le tipicità territoriali del piedirosso, selezionando i cloni che meglio si adattano ed interpretano l’areale, scegliendo il tipo di potatura più idoneo all’equilibrio della pianta, cercando di mantenere costante nel tempo la qualità del vino nel pieno rispetto della sua identità. Parte delle piante è allevata a pergola, lo storico metodo vesuviano, e parte a spalliera e diversificate sono le interpretazioni del piedirosso che i Sorrentino mostreranno agli ospiti attraverso la degustazione verticale rivolta agli operatori del settore il 20 aprile alle ore 16.
In degustazione ci saranno le annate 2015, 13, 12, 11, 07, 2000.
Intervengono:
Benny Sorrentino, proprietaria ed enologa dell’azienda
Luciano Pignataro giornalista di Il Mattino
Antonella Monaco ampelografa – MUSA (Centro Museale delle Scienze Agrarie Portici)
Nicoletta Gargiulo presidente AIS Campania

Agricola Sorrentino, via Fruscio 2 Boscotrecase NA, tel 081 8584963
info@sorrentinovini.com
comunicazione e organizzazione
Marina Alaimo
alaimo.marina@libero.it
mob. 3401815881

Somma Vesuviana: Fiano che passione all’enoteca Trequarti

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L’enoteca Treqquarti di Massimo Petrone è diventato il punto di riferimento nell’area vesuviana, ed esattamente a Somma, per gli appassionati di vino. Il locale è sempre ricco di iniziative che sappiano raccontare al meglio il nettare di Bacco. Durante la giornata funziona come enoteca offrendo moltissime etichette sia italiane che estere selezionate con cura. È molto frequentato all’ora dell’aperitivo, occasione di incontro tra gli habitué per ritrovarsi davanti ad un buon bicchiere e alle tante proposte del banco gastronomia. Verso sera invece calano le luci ed in una atmosfera molto intima ed accogliente si può cenare tra le tante bottiglie gustando le preparazioni dello chef. Gli eventi organizzati periodicamente sono sempre molto frequentati. Il prossimo è previsto mercoledì 24 febbraio alle ore 20,30: Fiano che passione con Ercole Zarrella produttore dell’azienda Rocca del Principe. Saranno in degustazione Fiano di Av 2009, 10, 11, 12 – conduce la degustazione Marina Alaimo.

Rocca del Principe è una delle aziende leader nella produzione di Fiano di Avellino. I vigneti sono in alta collina a Lapìo, una delle zone più vocate grazie a diversi fattori che insieme contribuiscono ad ottenere vini di altissimo spessore. Tra questi la natura calcarea e sciolta del suolo, la continua ventilazione, l’altitudine spinta tra i 500 e i 700 metri che favorisce una buona escursione termica giorno notte. Ercole ha puntato in maniera decisa ad un Fiano autentico ed espressivo, dedicando grande cura e rispetto alla vigna: un’uva sana e di ottima qualità non può che dare grandi vini. I particolari li racconterà personalmente all’enoteca Treqquarti.

A seguire cena:

timballo di pasta napoletana

baccalà con scarola

dolce frutta d’inverno

Costo € 30

Prenotazione ai numeri 393 2031868 – 081 8993019

via Gramsci 15 Somma Vesuviana http://www.treqquarti.it

Greco Musc’ e Taurasi delle Cantine Lonardo a Capalice il 17 febbraio

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A Storie di Vini e Vigne arriva finalmente la famiglia Lonardo con i suoi vini di Taurasi che lasciano sempre il segno, ovunque vengano presentati. E’ stato lungo e lento il percorso intrapreso da Sandro nei vecchi vigneti di famiglia mirato al recupero di una tradizione vitivinicola antichissima e fortemente identitaria, interpretata con l’obbiettivo di ottenere vini di altissima qualità. Attualmente la produzione ha raggiunto un livello massimo di espressività e qualità, affiancato sempre dalla naturale vocazione per l’accoglienza ed alla volontà di diffondere la cultura taurasina. Antonella, figlia di Sandro, insieme al marito Flavio hanno scelto di vivere nel piccolo borgo di Taurasi, nella casa dei nonni costruita secondo i principi comuni a tutte le abitazioni del luogo, dotate di cantina, piccoli palmenti e feritoie che danno verso le stradine esterne dalle quali si immetteva l’uva appena vendemmiata. Questo sta a significare che l’antico nucleo abitativo è stato concepito per produrre vino e che tra la sua gente la cultura enologica è profondamente radicata. Taurasi non è solo terra di aglianico, e questo Sandro lo sa bene, tanto da aver portato avanti con grande impegno il progetto di recupero del greco musc’, piccolo vitigno a bacca bianca che finalmente ritrova il suo spazio. Sono gli unici a vinificarlo e ad avere una vigna con filari di questa varietà. In questa occasione saranno presentati i Greco Musc’ 2013 e 2014 ed in anteprima il nuovo cru 2014.

I vecchi vigneti sono proprio nel comune di Taurasi, quindi nel cuore del territorio classico di produzione. Molto celebri sono le vigne Coste e Case d’Alto per la qualità del vino ottenuto. Da queste i Lonardo ricavano due cru eccellenti e richiestissimi sul mercato.

Nella degustazione condotta da Marina Alaimo ci saranno: Taurasi DOCG Coste 2011, Taurasi DOCG Vigne d’Alto 2011, Taurasi DOCG 2010. Greco Musc’ 2013 e 2014 ed in anteprima il nuovo cru 2014.

Ore 20,30. A seguire la cena:

lasagna carnascialesca

agnello laticauda con patate al rosmarino

chiacchiere

Costo euro 30 Indispensabile la prenotazione

Cap’alice È’NOsteriAtipicaNapoletana via G. Bausan 28 m/n Napoli
Tel. 081.19168992 Cell. 335.5339305

www.facebook.com/c apalice

Gennaro Nasti, il pizzaiolo giacobino napoletano a “Le Parùle”

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Se fossi nata nel Settecento, avrei voluto essere Eleonora Fonseca Pimentel, direttrice responsabile del “Monitore Napoletano”, il giornale della rivoluzione del 1799, ispirato al “Monitore” francese, organo della rivoluzione, avvenuta dieci anni prima, nel 1789.

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In più di un’occasione, ho avuto modo di dire che la Francia è sempre arrivata prima di altri Stati a conquistare traguardi importanti. Forse per questo, qualche volta, i suoi abitanti possono apparire poco simpatici.

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L’altra sera, invece, da Giuseppe Pignalosa, il maestro pizzaiolo di “Le Parùle” a Ercolano, un luogo che ormai sento quasi come casa mia, ho incontrato una persona che mi ha sollecitato di nuovo queste considerazioni.

Sto parlando di Gennaro Nasti. Ormai non ha più bisogno di presentazioni, ma riesce a far parlare sempre di sé. In questi due anni, ho seguito le sue gesta sui social perché impegnato come “ambasciatore” della pizza a Parigi. Mercoledì scorso, l’ho ritrovato di fronte a me da Giuseppe, grazie all’invito di Marina Alaimo che, quando c’è qualche bella avventura, si ricorda sempre di me.

Generoso, motivato, solare. Per il suo savoir faire riesce difficile anche attribuirgli l’età anagrafica. Formatosi alla pizzeria “Starita” nel quartiere Mater Dei di Napoli, ha girato il mondo per portare e promuovere l’arte pizzaiola.

Gennaro, 40 anni, è rimasto uno scugnizzo, ma nel frattempo è diventato un giacobino napoletano. Ogni parola, ogni movimento, ogni gesto ricorda la sua napoletanità integratasi armonicamente con lo spirito francese.

È un ragazzo che non le manda a dire. E se ha lasciato Parigi per qualche giorno, è stato perché ci teneva molto a partecipare a “PizzaFormamentis”, l’importante appuntamento sul cibo italiano più famoso al mondo, svoltosi il 25 e il 26 gennaio scorsi a Palazzo Caracciolo.

Durante la chiacchierata, mi è sembrato di conoscerlo da sempre. Un vecchio amico ritrovato una sera a cena. E così capisci, per l’ennesima volta, che senza passione non si varca alcun confine, neanche quello mentale.

Originario di Secondigliano, ha portato la sua Napoli in Francia. Tra qualche settimana si sposterà nel XX Arrondisement per un nuovo progetto.

Non usa mezzi termini questo scugnizzo dagli occhi azzurri. Si dice convinto che la pizza è buona quando è preparata, condita e infornata con maestria. In poche parole, quando si è mastri pizzaioli di fatto. Nello stesso tempo, evidenzia come nella sua pizzeria sia prassi ormai utilizzare diversi tipi di farine, ulteriore modo per promuovere ancora una volta la sapienza pizzaiola.

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E nella kermesse a quattro mani con Giuseppe Pignalosa per #lamiapizza, #sonocometumivuoi, il contest lanciato dalle “Parùle”, ha dato un saggio-assaggio delle sue qualità.

Un’avventura golosa, gustosa e spericolata, partita con la pizza con crema di mortadella, ricotta e pomodorino del piennolo su mozzarella di bufala campana Dop,

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accompagnata dalla Falangina del Sannio di Nifo Sarrapochiello.

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che, da mercoledì scorso, è entrata a far parte del menu del locale. A seguire, quella con melanzane e funghetti,

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al conciato romano,

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la margherita, la rucola e pomodorino del piennolo, arrivata quando qualcuno aveva già buttato la spugna. Ma come ci ha insegnato Oscar Wilde: “resisto a tutto tranne che alle tentazioni”…

La serata si è conclusa con la promessa di una visita nella nuova pizzeria parigina e i complimenti a Giuseppe Pignalosa che in meno di un anno ha imposto le sue doti e il suo locale all’attenzione del mondo enogastronomico più esigente.

Ercolano: Pignalosa presenta il nuovo menu pizza alla stampa

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Grande successo per la presentazione alla stampa del nuovo menu della pizzeria “Le parùle” di Ercolano. Giuseppe Pignalosa si conferma come un interessante maestro pizzaiolo emergente. Ieri, in via Benedetto Cozzolino, tanti sono intervenuti per saggiare e assaggiare le sue interessanti preparazioni. D’altronde, per chi in poco più di un anno di attività, ha avuto modo di apprezzare le sue creazioni in diverse occasioni, l’incontro di ieri ha rappresentato solo un’ulteriore conferma.

L’educazione, la cortesia, l’alto senso del lavoro sono le carte vincenti di Giuseppe che saluta e ringrazia personalmente ogni ospite che varca la soglia del locale di famiglia. Anche ieri, ha confermato la sua attenzione ai particolari. Il menu, infatti, è stato declinato in modo da poter accendere i riflettori anche su altri produttori campani.

C’erano infatti i gelati di Vanilla Ice Lab, i panettoni artigianali della Pasticceria Mennella e i liquori dell’antica distilleria Petrone.

L’unione fa la forza e ieri si è avuta la conferma con una degustazione familiare e armoniosa durante la quale anche i vini sono stati protagonisti.

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Ma quali sono le pizze che hanno incantato i palati?

Per aprire la carrellata, Giuseppe ha scelto la pizza Patanegra (pata negra, fior di latte dei Monti Lattari, mele annurche e noci)

Pizza Patanegra

Pizza Patanegra

accompagnata dallo Champagne Bruno Paillard Brut Première Cuvée.

Subito dopo è stata la volta della pizza Katharina (salmone affumicato Lofoten, burrata di bufala e porri)

Pizza Kathar

Pizza Katharina

innaffiata dal Greco di Tufo 2014 Bambinuto.

Colpo di scena per Agostino (baccalà al vapore, fior di latte dei Monti Lattari, scarola napoletana, olive di Gaeta e capperi di Pantelleria),

Pizza Agostino

Pizza Agostino

la “pizza gourmet con Ferrarelle”, reduce dal successo riscosso a Taste of Christmas di Bologna con un Bardolino Chiaretto 2014 Villa Bella.

Presentata anche la pizza d’inverno (verza piccante, pancetta croccante, fior di latte dei Monti Lattari, castagne e noci),

Pizza d'inverno

Pizza d’inverno

che accompagnerà i golosi per tutta la nuova stagione che inizierà lunedì prossimo, innaffiata per l’occasione dal Chianti Classico Riserva 2010 Badia a Coltibuono.

Infine, il pezzo forte di Pignalosa: l’Ovo Conciato (la pizza fritta ripiena con uovo e conciato romano), presentata per l’occasione anche nella versione con tartufo dell’Appenino Beneventano.

Pignalosa presenta Ovo Conciato

Pignalosa presenta Ovo Conciato

con Aglianico del Taburno 2013 di Nifo Sarrapochiello.

Una vera e propria maratona di pizza durante la quale questo pizzaiolo valoroso e volenteroso ha conquistato anche i più critici.

Si è continuato con le sorprese. Pina Moliterno ha presentato il gelato al corbarino accompagnato dalla stracciata di bufala e da un pezzetto di focaccia.

Gelato al corbarino con stracciata di bufala e focaccia

Gelato al corbarino con stracciata di bufala e focaccia

Dulcis in fundo, i panettoni della Pasticceria Mennella in due versioni: alle albicocche del Vesuvio e glassa alle nocciole di Giffoni

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Panettone alle albicocche del Vesuvio e glassa alle nocciole di Giffoni

e ai frutti di bosco del Trentino

Panettone ai frutti di bosco del Trentino

Panettone ai frutti di bosco del Trentino

e l’apprezzata selezione di liquori dell’Antica Distilleria Petrone.

Liquori Antica Distilleria Petrone

Liquori Antica Distilleria Petrone

Soddisfatto Giuseppe Pignalosa che si è ulteriormente convinto di aver intrapreso un cammino virtuoso sulle tracce di un prodotto che ha conquistato il mondo.

Ercolano: da “Le parùle” la petizione per la pizza patrimonio Unesco

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Lunedì sera presso il ristorante pizzeria di Giuseppe Pignalosa si è avviata la raccolta firme per tutelare la pizza margherita nel mondo. Su iniziativa dell’ex ministro dell’Agricoltura Alfonso Pecoraro Scanio, presente insieme a Sergio Miccù, presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, si è lanciata questa nuova campagna per tutelare l’arte pizzaiola napoletana affinché venga riconosciuta come patrimonio dell’unità. Tanti partner coinvolti tra cui la fondazione UniVerde e la Coldiretti.

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Una battaglia importante condivisa con esperti del settore e non solo. Marina Alaimo insieme a Giuseppe Pignalosa, sempre pronti nella difesa del territorio, sono intervenuti tanti amici per apporre la propria firma sul modulo preposto e diventare a loro volta “ambasciatori”.

Protagonista della serata, inutile dirlo: la pizza Margherita di Pignalosa

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che ha incantato i palati insieme ai vini del Vesuvio di Cantine Villa Dora e Casa Setaro.

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Per festeggiare l’importante traguardo la torta con crema e fragoline del maestro pasticciere Sabatino Sirica, sempre al fianco della Campania quando c’è da promuovere le sue potenzialità.

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La petizione può essere firmata all’indirizzo http://www.change.org

7 dicembre World Petition #pizzaunesco” a Le Parùle

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Continua la raccolta firme per il riconoscimento dell’arte dei pizzaioli napoletani quale Patrimonio Culturale e Immateriale dell’Unesco, petizione promossa da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione Univerde, e da Sergio Miccù, Presidente dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani. Sono state già consegnate ufficialmente 50.000 firme raccolte sia in Italia che all’estero e l’entusiasmo dei tanti pizzaioli sparsi per il globo è forte. Si sa che Napoli con la pizza ha conquistato il mondo, senza atti di forza, ma prendendolo per la gola, diffondendo la cultura e l’identità di questa città straordinaria. Il prossimo appuntamento della WORLD PETITION #pizzaunesco è previsto il 7 dicembre alle ore 19 ad Ercolano presso la pizzeria Le Parùle del maestro pizzaiolo Giuseppe Pignalosa. Ad Hercolaneum, lungo il quinto cardine, in ottimo stato di conservazione si può ammirare la bottega di un panettiere di 2000 anni fa, il pistrinum, con il forno all’interno e la macina in pietra lavica nel cortile che utilizzava per ricavare la farina dal grano. La pizza sappiamo che sia nata dalle mani di un panettiere, ma non possiamo dire quando e chi sia stato a darle vita la prima volta. Ci piace e ci emoziona sottolineare questa importante testimonianza storica legata ad Ercolano, antica città romana dove i punti di ristoro dedicati al buon cibo ed al vino sono numerosissimi.

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Dopo la consegna ufficiale delle firme raccolte avvenuta nella storica e famosissima pizzeria Da Michele a Napoli, Alfonso Pecoraro Scanio, Sergio Miccù e Antimo Caputo danno appuntamento a Le Parùle, dove sono attesi i pizzaioli e tutte le persone che vogliono sostenere la petizione. Ovviamente l’occasione è ghiotta per fare degli assaggi, Giueppe Pignalosa si è fatto notare per l’estrema leggerezza delle sue pizze sulle quali ama riportare i prodotti delle parùle (gli orti) del Vesuvio, che da sempre caratterizzano il suo territorio. Vi aspettiamo a bocca di forno!
Il ristorante pizzeria Le Parùle è in via Benedetto Cozzolino 70 Ercolano (NA). Tel.  0817396494.