L’accessorio giusto per il cupcake alternativo di Philly D’Uva

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Un bracciale rigido dall’ampio diametro, completamente fatto d’avorio, sulle bordature finiture di oro lucido. L’oro inserito con la tecnica della fusione fredda è presente sulla sua superficie esterna con intagli di linee curve ed ondeggianti. Un monile di tutto rispetto che cinge il braccio e cattura la vista. Il cupcake di Philly D’Uva, il “dolce” che si mangia per “primo”, il primo che si veste da “dolce”. Comunque lo si definisca, il finger salato dal cuore di provola e la copertura di pasta lunga,

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resta un gioiello che interpreta con classe e raffinatezza gli echi etnici della tradizione popolare, espressione d’appartenenza e di forte sentimento identitario che si incontra, ma non si contamina, con gli usi e i costumi di diverse tradizioni. Un cupcake salato, un bracciale d’impatto, il binomio di ricette e bozzetti di questa settimana, un binomio fondato su etnie e identità differenti, ma non “indifferenti”. Una creazione di avorio e oro che non poteva che essere realizzato da Philly, la cuoca “orafa” a “domicilio del mondo”.

Foto Nicola Attianese

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Sapori, tradizioni e ritratti per la festa della Madonna delle Galline

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“I sapori della tradizione” ci sono, si vedono e si assaggiano. Grande successo ha riscosso il momento pensato dall’amministrazione comunale di Pagani, in particolar modo dal sindaco Salvatore Bottone e dall’assessore Carmela Pisani, in occasione dell’apertura del Santuario della Madonna delle Galline. Subito dopo il suggestivo momento che sanciva l’avvio della festa, Philly D’Uva di Cooking Philly’s, Giovanni Farina dell’O Ca’ Bistrò a Nocera Inferiore, il macellaio Francesco Abagnara

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Francesco Abagnara

e Pepe Mastro Dolciere

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sono stati i protagonisti e i testimoni delle potenzialità di un paese, ricco di sentimenti e profondo nell’anima che può dare tanto all’Agro Nocerino-Sarnese.

Anche “Ritratti di Territorio” ha offerto il suo piccolo contributo. Questo blog non sarebbe niente se sulla sua strada non avesse incontrato tante altre persone che hanno sposato la causa come i presenti ai “Sapori della tradizione”.

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Solo per amore: così si può riassumere l’impegno, la passione, la dedizione messi in campo per un’avventura culturale condotta sulla via del gusto. Venerdì a Palazzo San Carlo, c’erano i sindaci dei comuni della provincia, autorità civili e militari, delegazioni di giovani inglesi arrivati per la festa grazie anche all’impegno del Forum dei Giovani.

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La soddisfazione maggiore è stata vedere lo stupore misto ad apprezzamento di questi turisti speciali che si sono resi conto, se ancora non lo sapessero, di cosa può essere Pagani…

Un’atmosfera familiare, per certi versi spirituale e golosa, ha accompagnato la degustazione che è nata per la promozione delle tipicità locali.

E così Philly D’Uva ha preparato il cupcake alla provola con nido di pastiera di maccheroni,

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Philly D’Uva, Cupcake alla provola con nido di pastiera di maccheroni

il plumcake fave e cipolle

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Philly D’Uva, Plumcake fave e cipolle

e la pastiera di grano osé

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Philly D’Uva, Pastiera di grano osè

perché scomposta di tutti i suoi ingredienti.

Giovanna Farina ha allietato i palati con i tarallini,

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O’ Ca Bistrò, I tarallini

il lecca-lecca di tagliatelle paglia e fieno con piselli,

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O’Ca Bistrò, Casatiello e lecca-lecca di tagliatelle paglia e fieno con piselli

lo sformato di tagliatelle al pomodoro con scamorza di bufala e piselli,

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O’ Ca Bistrò, Sformato di tagliatelle al pomodoro, con scamorza di bufala e basilico

le polpettine di salsiccia,

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O’ Ca Bistrò, Polpettone di salsiccia e broccoli

i carciofi arrostiti

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O’ Ca Bistrò, Carciofi arrostiti

e il casatiello.

Un plauso sincero va a Francesco Abagnara. I suoi salumi sono veramente eccezionali. Quando li ho assaggiati, nella mente si è attivato subito un flash back. Il pensiero è ritornato al giorno di festa legato alla macellazione del maiale e ai salumi custoditi gelosamente dal nonno in cantina. Soppressata, salsiccia, pancetta assolutamente da provare.

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Francesco Abagnara, Selezione di salumi

Non potevano mancare i capolavori dell’artigiano che tutta Italia ci invidia: la colomba tradizionale

 

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Pepe Mastro Dolciere, Colomba tradizionale

del maestro pasticciere Alfonso Pepe, sapientemente presentata dall’infaticabile Carolina Ferraioli.

Ad accompagnare i preziosi manicaretti, l’Aglianico Beneventano dell’Azienda Vinicola Santacosta del sine-maker Giuseppe Pagano, sempre in prima linea quando c’è da far spiccare l’operosità campana.

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Non si possono dimenticare gli studenti dell’Ipseoa “Marco Pittoni” di Pagani che si sono occupati del beveraggio e del servizio.

Tutti bravi ed eccezionali. Nella mia concezione del giornalismo, una giornata del genere sarebbe stata notizia d’apertura. Io però sono d’altri tempi…

Foto Nicola Attianese

“Ti friggo…” la simpatica minaccia di Famiglia Principe 1968

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Ti friggo… Sasicc’ e Friariell. Questo il piatto presentato da “Famiglia Principe 1968” al cooking show di “Vitigno & Terroir” condotto da Marco Contursi, fiduciario della condotta Slow Food dell’Agro Nocerino-Sarnese. Domenica 6 marzo, Lorenzo Principe, patron dell’osteria di via Santacroce a Nocera Superiore e lo chef Agostino Scarpa hanno elaborato un finger food molto gradito dal pubblico.

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Ti friggo…Sasicc’ e Friariell’

Ingredienti per 4 finger food

350 g di riso carnaroli

100 g di broccoli friarielli

200 g di salsiccione 

1 calice di vino bianco

40 g di caciocavallo podolico

120 g di semola rimacinata

2 uova

olio extravergine di oliva q.b.

Pulite i broccoli separando i singoli fiori e togliendo i filamenti duri. Lavateli e stufate in padella con un filo di olio. Regolate di sale e ultimate la cottura.

Togliete la pellicina al salsiccione e sbriciolatelo. Tostate il riso, sfumate con il vino bianco, aggiungete l’olio ed ultimate con l’aggiunta di broccoli e salsiccione. Salate e pepate.

Fate assorbire tutto il vino girando e facendo tostare il riso, proseguire la cottura aggiungendo qualche mestolo di olio fino ad assorbimento e alla quasi cottura del riso.

Unite qualche ciuffo di broccoletto e mescolate. Se lo aggiungete a fine cottura, il riso si manterrà bianco.

Mantecate il riso con il caciocavallo podolico.

Fatelo raffreddare, create delle piccole sfere, passatele nell’uovo montato ed ultimate poi nella semola.

Mettete dell’olio a temperatura e soffriggetele.

Asciugatele e servitele ben calde.

Foto Mariana Silvana Dedu

La tigella di Giovanna e Philly è un prezioso portacipria

di Maria Pepe

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Piccolo, pratico, raffinato, lo specchietto da borsa è un, il vezzo che una donna che si rispetti, amante del buon gusto e dell’eleganza, non può non avere nella propria “bag”. L’accessorio, firma di stile, di “ricette e bozzetti” è compatto, tondo con intagli delicati tone su tone. Un tenue rosa cipria valorizzato da tocchi di “gold” nelle bordature di congiuntura. Cipria, il colore del maquillage, con tanto di piumino, che si cela nel doppiofondo inferiore del “miroir a main”, ideato da Giovanna Farina e Philly D’Uva.

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Da sx: Giovanna Farina e Philly D’Uva

La loro tigella con crema di lardo di maialino nero casertano è un dettaglio, una delicatezza che non può non essere notata, che non può non essere d’ispirazione.

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Farina-D’Uva, Tigella

Soffice, profumata, deliziosa ed avvolgente dentro, esteticamente perfetta fuori, la guardi e… pensi ad una sciccheria che, come rappresentante del gentil sesso, non puoi non avere, dopotutto…

La classe passa per i dettagli!

Philly D’Uva e il segreto per gli spaghetti sciuè sciuè

Gli spaghetti sciuè sciuè di Philly D’Uva sono stati protagonista al cooking show di “Vitigno & Terroir”, svoltosi domenica scorsa nell’incantevole scenario di Villa Calvanese a Castel San Giorgio. Di seguito la ricetta per i lettori di questo blog.

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Spaghetti sciuè sciuè

Ingredienti per 4 persone

1 barattolo di pomodoro San Marzano

300 g di spaghetti

1 cipollotto nocerino

1 mazzetto di rucola

20 foglie basilico

20 foglie prezzemolo

1/2 spicchio d’aglio

2 fette di pane raffermo (solo mollica)

100 g di parmigiano

60 g di gherigli di noce

olio evo q.b.

sale q.b.

Calate gli spaghetti in abbondante acqua bollente salata. Intanto in una padella fate appassire il cipollotto tritato con 2 cucchiai di olio, unite i pomodori tolti dal sugo e tagliati a pezzettoni; salate e lasciate cuocere 5 minuti. In un mixer, unite tutti gli altri ingredienti aggiungendo a filo un po’ di olio (non dovete ottenere un pesto, ma delle briciole quindi non esagerate con l’olio).

Aggiungete le briciole nella padella del pomodoro. Colate gli spaghetti ormai cotti e conservate un mestolo di acqua di cottura, scolateli ed uniteli al sugo. Mescolate e servite.

Foto Mariana Silvana Dedu

A “Vitigno & Terroir” sold out per i cooking show dei magnifici 4

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Poker d’assi per “Vitigno & Terroir”, la manifestazione organizzata dall’associazione “Amici di Villa Calvanese”, presieduta da Carmine Capuano, organizzata in collaborazione con l’Ais (Associazione Italiana Sommelier) di Salerno. Hanno riscosso grande successo i cooking show di domenica 6 marzo scorso. Sold out per entrambi gli appuntamenti svoltosi rispettivamente alle 19 e alle 20.30.

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Non ci si poteva aspettare altrimenti da una performance i cui protagonisti sono stati realmente il meglio di ciò che offre il panorama campano.

Un pubblico attento e competente quello che ha partecipato alla degustazione dei piatti abbinati ai vini scelti accuratamente dalla delegazione Ais, rappresentata da Nevio Toti.

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Il primo cooking show è stato condotto da Nunzia Gargano. Protagonisti: “La Pignata” di Bracigliano, rappresentata per l’occasione da Arianna, giovane studentessa dell’Ipseoa “R. Virtuoso” di Salerno e da Gerardo Figliolia, anima della struttura insieme alla moglie Mafalda Amabile, rimasta in osteria; e “La Galleria”, il locale di Gragnano dello chef patron Giulio Coppola, il cui nome ormai non ha bisogno più di presentazione.

Involtino di verza imbottito con patata su fonduta di provola, accompagnata dall’imbarcata di farina integrale dello storico “Biscottificio Calabrese” di Bracigliano:

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La Pignata, Involtino di verza imbottito con patata su fonduta di provola accompagnato da imbarcata integrale del “Biscottificio Calabrese” di Bracigliano

questa la pietanza “made in Pignata”, a cui è toccato avviare il momento gustoso.

Un piatto tradizionale, ma interpretato in modo nuovo, invece, quello preparato da Giulio Coppola: il “baccalà arrecanato” secondo la Coppola Philosophy.

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La Galleria, Baccalà arrecanato

È inutile specificare che il pubblico è stato unanime nell’apprezzare la maestria e il gusto che contraddistinguevano i due piatti.

Delicatezza, bontà, armonia dei sapori, riconoscibilità di ogni singolo ingrediente: queste le caratteristiche delle creazioni.

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L’alto gradimento è stato il compagno di viaggio anche del secondo cooking show condotto da Marco Contursi, fiduciario della condotta Slow Food dell’Agro Nocerino-Sarnese.

“Famiglia Principe 1968” con il patron Lorenzo e lo chef Agostino Scarpa sono i stati protagonisti insieme a Philly D’Uva, la chef a domicilio “esportata” negli States.

E anche qui, se si dà uno sguardo alla storia personale e professionale di ognuno, non si potevano avere brutte sorprese. Ancora una volta, i fortunati che sono riusciti a prenotare il proprio posto per saggiare e assaggiare le qualità culinarie degli “animatori” dello spettacolo enogastronomico non hanno potuto fare a meno di esprimere la propria soddisfazione.

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Lorenzo Principe

Stupisce tutti “ti friggo… sasicc’ e friariell’”

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Famiglia Principe 1968, “ti friggo…”

con Lorenzo e Agostino, veri e propri mattatori. La polpetta con broccoli e salsiccia, per intenderci, fritta come comanda il buon senso e l’alta qualità è stata non apprezzata, ma molto molto di più.

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Intrigano il pubblico gli spaghetti sciuè sciuè di Philly D’Uva, nati per caso, come spesso accade, in un giorno in cui il frigo piangeva per la mancata consegna di prodotti da parte dei fornitori poiché c’erano solo rucola, basilico e parmigiano.

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Philly D’Uva, Spaghetti sciuè sciuè

In casa c’erano pomodoro San Marzano, noci, pane raffermo, aglio e olio. Così è nato questo pesto alternativo che alla degustazione si rivelò molto buono. Quale occasione migliore per presentarlo se non un cooking show?

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La soddisfazione degli assaggiatori arriva anche per gli spaghetti. D’altronde quando c’è cuore nelle cose che si fa, il risultato è già stato raggiunto.

Foto Mariana Silvana Dedu

Dalle donne omaggio a Giovanna Farina e Philly D’Uva

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Sono sempre stata restia a uscire l’8 marzo. Non perché io sia radical chic. Più che altro non sopporto tanto la confusione dei giorni in cui bisogna divertirsi assolutamente. Senza freni inibitori. Inoltre considero la donna un essere così meraviglioso che non può relegare il suo tempo libero a una giornata folle ed esagerata all’anno. Quest’anno però è accaduto qualcosa di diverso.

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Da sx: Giovanna Farina e Philly D’Uva

Due mie amiche, due chef, hanno deciso di organizzare una serata in onore delle donne coccolandole come se fosse nel calore delle mura domestiche. Giovanna Farina e Philly D’Uva mi hanno “incastrato”, invitandomi garbatamente, ripetutamente e affettuosamente a “Per le donne… dalle donne”. Hanno avuto campo facile perché mi hanno preso per la gola. E sanno bene che adoro resistere a tutto, ma non alle tentazioni. Senza farmi troppo pregare, convinta che gli inviti vadano sempre accettati perché sono un’attestazione di stima nei confronti di chi li riceve, sono stata da Giovanna e Philly.

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Nel suggestivo ‘O Ca Bistrò, in Giovanni XXIII a Nocera Inferiore, gli appassionati degustatori sono stati testimoni privilegiati di una cena a quattro mani nata durante una chiacchierata al liceo scientifico “B. Mangino” di Pagani. Così Philly, chef a domicilio, e Giovanna, che con il marito Antonio Pepe coltiva amorevolmente questo luogo del cuore nella zona San Matteo nella città capofila dell’Agro, in meno di ventiquattro ore hanno redatto un menu delizioso.

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Un 8 marzo in famiglia. Così può essere ribattezzata l’idea di queste due vulcaniche donne che non si fanno mancare niente. Madri, mogli, amiche e artiste, ieri, hanno ricevuto l’affetto di tutti coloro che le apprezzano e le seguono da anni attraverso i loro piatti.

Dall’entrée, la tigella con crema di lardo di maialino,

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‘O Ca Bistro, Tigella con crema di lardo di maialino

è stata un’escalation di sapori e di buon gusto che hanno accompagnato ogni singola pietanza.

Se l’atmosfera è stata così gradevole, il merito è anche di Lucia Primavera

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Antonio Pepe e Lucia Primavera

e Anna Crupano che coccolano i clienti in sala preoccupandosi continuamente della loro soddisfazione.

Affascinante l’antipasto: crema di parmigiano con funghi porcini e petali di pane.

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‘O Ca Bistrò, Crema di parmigiano con funghi porcini e petali di pane

Incantevoli i ravioli di carciofi su vellutata di topinambur.

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O’ Ca Bistrò, Ravioli di carciofi su vellutata di topinambur

Ha conquistato occhi e palato anche il medaglione di pancia di maiale agli aromi con caviale di melanzana e ricciolo di purea di scalogno caramellato.

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‘O Ca Bistrò, Medaglione di pancia di maiale agli aromi con caviale di melanzana e ricciolo di purea di scalogna caramellato

Degna conclusione il tris di dolci, artigianali nel vero senso della parola: zeppolina di San Giuseppe alla crema gialla, cheese-cake alla marmellata di mandarino cinese, fragola su mousse di cioccolato fondente.

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‘O Ca Bistrò, il tris di dolci

Grazie a Giovanna Farina e Philly D’Uva è stato sdoganato un altro stereotipo. Un 8 marzo sereno, gradevole e familiare è possibile.

Foto Nicola Attianese