Ricette e bozzetti: la pasta e patate con totani di Coppola è un abito anni ’60

di Maria Pepe

22

Uno sguardo ed è subito… anni ’60! Gli anni dell’innovazione, gli anni in cui la haute couture stringe la mano agli abiti confezionati. Lo smoking, la minigonna entrano impattanti negli armadi delle donne del tempo che però non rinunciano alla sobria eleganza di quei giorni avanguardisti, tutta l’essenza del vintage anni ’60 è raccontata con dovizia di particolari dalla “Pasta e patate con totani” di Giulio Coppola. Un vero e proprio cartamodello che ti cuce addosso un abito perfetto per una sera a cena, di gusto ma semplice. Mimosa il colore; longuette la lunghezza; morbida la linea che sinuosa nella sua gonna a campana dalle pieghe voluttuose forma orli ondeggianti; lineare il taglio che evidenzia una vita alta in questo gioco di rigidità e morbidezza tra il sopra e il sotto, contrasto che si ripete tra la rotondità del collo molto poco scollato e la squadratura quasi geometrica delle maniche trequarti, dritte e rigide; il tutto impreziosito dal tocco violaceo dei gioielli, opali viola dalla forma ovale e dalla grandezza medio grande incastonati in una montatura aurea, che formano un girocollo vistoso, ma moderato. In coordinato con bracciale e punti luce donano luminosità all’abito e al piatto che trova nelle chips di patata viola i suoi opali, il bianco rosato con punte di rossiccio dei totani. Invece, naturalmente richiama ai decolleté a punta, non troppo esasperata, in un tenue rosa cipria che affusolano ed esaltano le gambe.

IMG_7124

A bilanciare l’armonica struttura, una pochette in pelle dal colore neutro, dagli angoli tondi che smorzano le rette che imbastiscono il telaio. Moda e alta cucina si fondono ancora una volta, nel bell’incontro avvenuto in “Galleria”, complice il gusto, il buon gusto, matrice comune di queste nobili arti, che sovrano regna nel “genio” di Giulio.

Foto di Mariana Silvana Dedu

Annunci

Pronti? Via! Parte “Ricette e Bozzetti”.

a cura di Maria Pepe

Rubrica in cui enogastronomia e moda si uniscono. I più significativi piatti della tradizione campana, proposti nelle più svariate combinazioni e rivisitazioni, si vestono. L’intento, simpaticamente folle di questa insolita quanto ovvia fusione, non è cosa indossare per andare in un posto o nell’altro ma… “Se fossi un piatto cosa indosserei?” Orgoglio e fierezza “Sudicia” non possono come inizio non omaggiare la regina del regno tutto… nostra “Signora Margherita”. “Donna Margherita”, maestà indiscussa del cibo da strada, si mostra nella veste che il cinema d’autore le ha sapientemente cucito addosso. Un’intrigante pizzaiola che “a dovere”, con provvidenziale malizia, perde il suo anello nuziale nel morbido ed elastico impasto depositario dei suoi segreti più intimi. La Pizza come Sofia, le due, “Oro di Napoli”, sono impeccabili e raffinate seduttrici … fascianti tubini vita alta, oltre il ginocchio e rigorosamente neri, vestono la “sottile”. Gonne a ruota celano, invece, le più pronunciate rotondità della “spessa”, camicie dallo scollo profondo a V o tondo che sia, senza collo e bottoni, ma con impalpabili laccetti e voluttuose balze cascanti sulle braccia a cornice di una manica morbida mezza o lunga. Décolleté neri o spuntati con fasce ad incrocio sulle dita, foulard richiamanti gli scialli della nonna, portano Margherita dal vicolo al Palazzo… Ed è lì, nel cuore dell’incantato e incantevole “Palazzo Vialdo” di Vincenzo Di Prisco che vive la nostra Margherita. Ogni giorno coccolata e amata dalle mani del suo miglior cavaliere, lo Chef della Pizza, Gianfranco Iervolino, apre le porte ai suoi ospiti con una veste fortemente mediterranea, seducente e passionale.