#Vita: successo per le “choco folies” di Marco Di Martino

di Maria Pepe

Una necropoli romano-etrusca, una capitale europea, Vico Equense, cosa hanno in comune?

12784579_10207437810134934_32335649_n

Marco Di Martino

Il “Vita”, artistico caffè di Gennaro Fraddano e Vincenzo Parlato. Al suo interno, la città sommersa, portata sotto le luci sfavillanti della tour Eiffel da Marco Di Martino, chef giovane e rampante, che dalla sua Vico è giunto sino alla corte di Ducasse. Nonostante i piani alti, che abitualmente frequenta per lavoro, Marco non soffre di vertigini e tornato in patria per un po’ ha ben pensato, insieme ai due del “ Vita” , di chiamare a raccolta tutte le migliori realtà di Vico e dintorni e di mettere insieme una serie di serate in cui “la tradizione incontra l’innovazione”, la cucina classica nostrana unita alle “raffinatezze” francesi.

12833294_10207437807854877_1792788869_n

Serate in cui oltre a godere del buono e bel cibo si ha la possibilità di assistere ad una vera e propria lezione di cucina dove gli allievi, studenti del “De Gennaro”, si mostrano all’altezza della situazione senza alcuna esitazione.

12825428_10207437812895003_542898403_n

Protagonista indiscusso il cioccolato, in un percorso crescente di equilibrio tra dolce, salato e acidulo, la seconda serata dell’ “Archeo Food” ha portato alla luce le più, per citare l’espressione dello chef, “wow” tra le “choco folies”: wow, ma veramente wow, il tuorlo d’uovo cotto al rhum svuotato del cuore e riempito di cioccolato, “gli spaghetti aglio e olio” fatti di miele sferificato con il cioccolato bianco a fare da parmigiano, la brioche burger (hamburger di fassona, treccia di bufala, pappa al pomodoro) da mangiare rigorosamente con le mani per ritornare un po’ bambini, tanto di cappello anche al porro con cottura sottovuoto e aria di cioccolato, alla tartare, sempre di fassona, con sedano croccante, granella di nocciole e polvere di cacao su crema di sedano, al raviolo ripieno di melanzane, senza dimenticare il mangia e bevi di benvenuto, yogurt bianco con cialda di cioccolato da mangiare con un grissino e i due cicchetti, quello iniziale a base di bollicine, soda e frutti rossi e l’after dinner, very strong, con rhum al cocco, vodka, maraschino e ovviamente cioccolato, per bilanciare la delicatezza delle dolcezze servite, tartelletta di pasta frolla con crema pasticcera e frutta, caprese su mousse di melagrana. Infine, babà, gelato al cioccolato e madeleine, manifesto finale del “dolce” incontro tra Francia e Italia.

Annunci